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Full text of "Tributi d'ossequio della città di Milano a sua eminenza il Signor Cardinale Carlo Gaetano Stampa, in congiuntura della di lui elezione a questo Arcivescovado, promozione alla Sacra Porpora, e solenne ingresso nella suddetta Metropoli, seguito agli 10. maggio 1739 : opera ..."


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TRIBUTI 



D'OSSE Q.U I (X 



TRIBUTI DOSSEQUIO 

DELLA CITTA' DI MILANO 

A SUA EMINENZ A 

IL SIGNOR CARDINALE 

CARLO GAETANO 

STAMPA 

IN CONGIUNTURA 

Della di Lui Elezione a quello Arcivefcovado } 
Promozione alla Sacra Porpora, e folenne Ingreflò 

nella fuddetta Metropoli , 

Seguito agli io. Maggio 173P. 

C^> c^o eoo 

OPERA D E D I C ATA 

AGL'ILLUSTRISSIMI, ED ECCELLENTISSIMI SIGNORI 

VICARIO DI PROVVISIONE 

DON ALBERTO VISCONTI 
DARAGONAJ.C.C, 

E SESSANTA DECURIONI 
DELLA STESSA CITTA ECC. MA 

Dal di lei Segretario 
J.C. C.C. GABRIO PERABO*. 

— — ■ ----- - i ■ ■ i ■ i i ■ . - i l- n i - m bui i r — ^» M ^^^fc^^^ MfcJ — 

IN MILANO, Nella Regio -Ducal Corte , per Giufeppe Richino Malatefta . 

StampatoreRegio- Camerale , e della Città . 



-} 



1 CI : " 









ECCELLENTE- 






















• 






' 












. 







Ella fior ica efpofizionedelfolenne 
primo Ingrefso in quefla Infigne Metropoli fatto 
da Sua Eminenza il Signor Cardinale CARLO 
GAETANO STAMPA noftro acclamato Ar- 
civefcovo , che ho l'onore di presentare alle EE. W. 
fi ravviva il fommo giubilo , che ufcì a palefarfi 

* 3 fui 



fui volto di tutti ì Cittadini nel fauflo giorno 
di quella maefiofa Funzione , a cui diede lEc- 
cellentifsimo Generale Configlio tanto pregio , e 
ornamento , colla magnificenza delle fue Comparfe, 
e coir accompagnamento de puoi Decurioni , la 
prefenza dei quali , per antica qualificata Nobil- 
tà y per Cariche , ed eccelfì titoli , e affai più per 
fama di Virtù celebratifsimi , baftava da sé fola 
a rendere decorofa V inaugurazione pafiorale . Il 
tributo dell opera è dovuto alle EE. W. per 
molti _ riguardi; dovuto perchè quanto in lei fi 
deferivo di grandiofo fu idea dell eccelfa lor 
mente , fu una fplendida riprova del magnanimo 
loro fpir ito ; dovuto perchè i meriti fublimi dell 
Eminenza Sua , a cui fi diedero le feftofe dimo- 
fir azioni del pubblico godimento in accoglierla , 
fono gloria della Patria sì degnamente rappre- 
fentata dalle EE. VV. {come pure fono quelli 
dell Eminentifsimo CO RIO nello feorfo Luglio 
promofso alla Sacra Porpora > e di molti altri 
N'azionali Prelati dal Regnante Sommo Ponte- 
fice in queft' anno premiati di ragguardevoli 
Nunziature , ed onorifiche Mitre) ; dovuto final- 
mente per ragione del comando di farne la de- 
feritone venuto dalle EE. W , e per effere io 
( che ho avuto l onore di efeguirlo ) tutto loro 
dipendente , e per obbligazione > e per ofsequio , 
col àecorofo Carattere di Segretario della Città 
Eccellenttfsima , già da più anni conferitomi 

dalla 



dalla generofa loro munificenza . Mi ritraeva 
dal dedicare a sì gran Confefso quefla fatica 
V incolto Jìile della mia penna {adattato per altro 
in alcun modo alla fìncerità del Racconto Iflo- 
rico) , che non merita giammai di comparire fre- 
giato dei lumino fi nomi delle E E. VT^^ non cor- 
rifpondendo alla maefià dell argomento , ed alla 
grandezza de Mecenati ; Ma con ìmpulfo più 
forte mi ha poi mofso ti riflettere , che la dedi- 
cazione fervirebbe ad eccitare una delle virtù 
proprie dei grandi loro animi , quaV è quella di 
accogliere con benignifsima degnazione ancora le 
picciole offerte . Quanti perciò fono i titoli , onde 
efce alla luce , qualunque fìa , quefi Opera fotto 
i felicifsimi aufpicj delle EE. W. , altretanti 
fono i motivi , che mi fanno fperare dal nobilif- 
fimo loro Cuore gradimento dell animo > con cui 
la prefento , e compatimento alla tenuità di ciò, 
che vengo a prefentare . Supplico riverentemente 
le EE. W. a voler dell uno , e dell 1 altro onorar- 
mi , e con rifpettofìfsima rafsegnazione m'inchino 
Delle EE. VV. 

Milano 29. Dicembre 1739. 



Umilissimo ~ 9 obbligatifsimo Servidorf 
Gabrio Perabò . 



i 7 3 9- 

NOMI 

DF SIGNORI SESSANTA DECURIONI 

DELL' ECCELLENTISSIMO 

GENERALE CONSIGLIO 

DELLA CITTA' DI MILANO. 



Conte Don Giorgio Rainoldi . 

Marchefe Don Girolamo Ferreri i 

Marchefe Don Giacomo Fagnano , 

Conte Don Giufeppe Vifconti . 

Marchefe Don Girolamo Talenti Fiorenza Gentiluomo della 
Camera dì S. M. C. G. 

Marchefe Don Agoftino Orrigone Colonnello di Cavalleria 
Corrazze di S. M. C. C, 

Conte Don Antonio Pietrafanta . 

Conte Don Uberto Maria dell' Orto . 

Duca Don Gabrio Sorb elione Grande di Spagna « 

Marchefe Don Scaramuccia Vifconti . 

Don Attilio Lampugnano Vifconti . 

Conte Senatore Don Gio. Battifta Trotti Prefidente della Ca- 
mera di Giufhzia in Piacenza , LuogoTenente, e Vice-po- 
vernatore de' Ducati di Parma , e Piacenza , Intimo Confi- 
gliere di Stato di S. M. C. C. 

Principe Don Antonio Tolomeo Trivulzio Grande di Spagna, 
Cavaliere del Tofone • 

Marchefe Don Alexandre Teodoro Trivulzio „ 

Marchefe Don Ermes Redenafchi Dottore . 

Conte Don Carlo Litta . 

Conte Don- Antonio Sorniani , 

Conte Don Carlo Reità . 

Conte Don Anfperto Gonfalonieri Queftore . 

Marchefe Don Emilio Vifconti . 

Marchefe Don Antonio Litta Grande di Spagna, CommhTario 
Generale dell' Efercito . 

Conte Don Coftanzo d'Adda . 

Marchefe Don Gio. Giorgio Pio Pallavicino . 

Conte 



Conte Don Marco Arefe ... 

Conte Don Francefcò AnguifTóla . 

Conte Don Filippo Archinto . 

Marchefe Don Ermes Vifconti . 

Conte Don Carlo Vifconti . 

Conte Don Giufeppe Caimo Ciceri . 

Conte Don Giufeppe Arconati Vifconti Confìgliere nel Supre- 
mo Configlio d'Italia . . 

Conte Don Antonio Barbiano de Belgiojofo . 

Conte Don Cefare Monti . 

Marchefe Don Girolamo Pozzobonelli . 

Marchefe Don Girolamo Caftiglione Dottore . 

Conte Don Criftierno Stampa Grande di Spagna, Cavaliere-. 
del Tofone . 

Marchefe Don Lodovico Bufca . 

Conte Don Carlo Bolagno Queftore . 

Conte Don Carlo Francefcò Cicogna Mozzone Dottore . 

Marchefe Don Galeazzo Bollò Dottore . 

Conte Don Girolamo Cafati . 

Conte Don Cefare Bonefana . 

Marchefe Don Agoftino Cufani . 

Conte Don Gafpare Arrigone . 

Conte Don Francefcò Saverio Melzi Queftore . 

Marchefe Don Giulio Orfini de Roma . 

Conte Don Barnaba Barbò . 

Gontè Don Luigi Pecchio . 

Conte Don Gio. Battiita de Capitanei . 

Conte Don Carlo Marliani . 

Marchefe Don Giulio Antonio Lucini. . 

Conte Don Gio. Benedetto Borromeo Arefe Grande, di Spagna. 

Conte Don Giufeppe Valeriano Sfondrati Sovr' Intendente^ 
Generale dell'Urbana Milizia . 

Marchefe Don Alberto Vifconti Grande di Spagna . 

Marchefe Don Girolamo Cufani . 

Marchefe Don Gafpare Carlo Ordogno de Rofales Dottore . 

Marchefe Don Giufeppe Gaetano Buffetti . 

Conte Don Ferdinando Cafati . 

Conte Don Giovanni Corio Vifconti Dottore . 

Conte Don Annibale Vifconti . 

Marchefe Don Pietro Paolo Caravaggio . 

Signori 



Signori Sedenti nelT Eccellenti^ 
fimo Tribunale di Provvifione 

Tanno 1739. 

P. V.Eccellentiflimo Sig. Don Alberto Vifconti d'Ara- 
gona Vicario. 

P. O. Sig. Conte Don Francefco Schiaffinati R.L.T. 

P. N. Sig. Conte Don Francefco Anguiffola Giudice delle 
Strade. 

P. N. Sig. Don Gio. Battifta Pò Giudice delle Vettovaglie . 

P.R. Sig. Don Cefare Landriano Giudice della Legna 
lino a Calende Aprile. 

P.T. Sig. Marchete Don Aleflandro Teodoro Triuvlzio • 

P.T. Sig. Don Maffimiliano Stampa Marchete di Son* 
cino. 

P. V. Sig. Conte Don Annibale Vifconti . 

P. V. Sig. Conte Don Galeotto Belgiojofo . 

P. N. Sig. Conte Don Barnaba Barbò . 

P. V. Sig. Don Antonio Tofcano . 

P. N Sig. Conte Don Valeriano Giufeppe Sfondrati . 

P.C. Sig. Don Enrico Befozzi . ) r . r ... ,. 

«* ^ o- rv r» «7»r • x «no al mefc di Luglio. 

P. O. aig. Don Bonaventura Vifconti . ) 

P.O. Sig.Don Nicola Lunati. V . T .. . 

Pvr e* i-n rk . n n i< . <da pruno Luglio in avanti. 

.N. Sig.Don RanuzioCaftelletti.) 

P.V. Sig. Antonio CrefpiFifico. 



Quella 




V 




^Uefta relazione è Angolare per 
la novità, o ila per l'oggetto del 
fuo principio , fra quante fianfì 
(ottopode all' occhio del Pub- 
blico in fomigliante argomen- 
to . Tutte le altre , dovendo 
efporre l'allegrezza della noftra 
Metropoli per l'elezione , ed 
ingreflb de nuovi Arcivefcovi, premettono con 
fentimenti di condoglienza la morte dell' an- 
tecedente Pallore ; narra quefta con differente 
efordio l'elezione di Moniignor CARLO GAE- 
TANO STAMPA alla Dignità Arcivefcovile 
di Milano ; la di lui promozione al Cardinalato , 
gli applauli , e gli oflequj tributatigli dalla Metro- 
poli , e per fine la vaga memorabile pompa dei 
folenne di lui IngrelTo ; Non fece ftrada a sì 
lieta narrazione il funefto evento di morte dell' 
emerito Preceflbre Signor Cardinale ERBA 
ODESCALCHI , il quale per Divina mercè 

A vive 



vive ancora pieno di meriti , e di gloria , immor- 
tale oggetto della pubblica ammirazione : vive a 
sé Retto , alle opere continue di un Eroica pietà . 
E' vero , che ebbe Milano a fentire il grande {van- 
taggio , che Egli ceflafle dagli amorevoli uffizj di 
reggerlo in qualità di Pallore : Tuttavia , neir 
alto cordoglio per un sì difpiacevole avvenimento 
prova il lingolare conforto di vederlo ancora,come 
fu fempre , zelantiffimo nell' efercitare le belle 
prerogative del di lui grand' animo . 

Dopo cinque luftri , che la noftra Metropoli 
godeva la forte di avere per fuo Arcivefcovo il 
fuccennato Signor Cardinale BENEDETTO 
ERBA ODESCALCHI degniffimo ProNipote 
della fama memoria d'Innocenzo XI., fu Egli nell' 
anno 173 1. fbrprefo da varj accidenti , dai quali 
vennegli impedito l'ufo della delira mano , ed il 
libero ufficio della loquela , e quantunque la di lui 
innata vivacità gli fomminiflralTe induftre fpirito 
per reggere co' foli gefti , e di tanto in tanto con 
interrotte parole l'amato Ovile ( come ben dimo- 
ftrano i Proceffi per ordine della lànta Sede for- 
mati , e l'ottimo governo continuato per tutto il 
1736.) preflò l'Eminenza Sua prevalfe ad ogn' al- 
tro riguardo il zelo del comun bene , onde ftabilì 
in Novembre di quell' anno di fòttrarfi dal grave 
pefò ; e con procura fece umiliare le fue fuppli- 
che a' Piedi Santiffimi di CLEMENTE XII. 
Regnante , affinchè leveniffe accordata la dimit 

fione 



3 

fione dell' Arci vefco vado, e le fu fpedito quefto 

Breve . 

CLEMENS PP. XII. 

Dilette Fili nofler falutem &c. Quo magis 
nobifcum animo volutamus egregie nava- 
tam abs te operam amplijjìma , clariffimceque Me- 
diolanenfi Ecclefice moderando , & qua tua fuerit 
rerum agendarum prudentia , ftudium Religionis , 
tutela Ecclefiaflicce difciplince ; quantumque fua- 
vijjìmis moribus , eximice probitatis exemplo , opti- 
mis le gibus , ac Sacerdotali mentis robore profeceris 
ad frequentiffimi Gregis falutem augendam , con- 
firmandamque ; eo vehementius dolemus , acerbam 
nobis propemodum necejjttatem imponi liberandi te 
P aflorali Cura, ut quiete Tibi a tot laboribus reflì- 
tuta y poffis debilitata jamdiu valetudini diligenr 
tius conjulere ; At quandoquidem hanc tibi dari a 
Nobis veniam } etiam atque etiam poflulas ; & JVo$ 
Te longam cetatem vivere percupiamus ; JVoflram 
ad tuam voluntatem adfcribimus , veriti , ne tanta 
fuccumbas oneri , fi diutius ferendum Tibi foret • 
Poteris igitur y JVobis annuentibus , Archiepifco- 
patti Te abdicare . Quod ut celerius , ac prò tua , 
ifliufque Ecclefice Dtgnitate , £3? fervata penitus 
Sacrorum Canonum lege , ad exitum perducas , ne- 
gotium ita geres , ut per alias noflras litteras in 
formx Brevis quinque Catbedralis CanonicorumCol- 
legii Dignitatibus ho die parti er renuntiavimus . 
Libentiffime autem ajjentiemur libi , petenti ex 

A z Arcbie- 



4 . 

Archìepìfcopalì Patrimonio penfionem bis mille 

quinquecentum fcutatorum , quam > cum Diploma 
dederimus , noflra auttoritate percipies . Nihil 
enim cequius efl , ac illum , qui fumma cum laude , 
atque omnium plaufu plures annos eidem Ecclefìa 
prcefuit , ex ipsa vita fubfìdia referre , tant ce vir- 
tutis ad ejus utilitatem adhibita documentum 
fimul ac premium . Quamquam illud Tibi erat 
longe fplendidiffimum , quod Nobilitimi Arcbiepif- 
copatus provinciam & bene gejjeris , & ex Reli- 
giofìffimi j atque integerrimi animi moderatione di- 
miferis . JVos interim, Dilette Fili Nofler, Apoflo- 
licam Benedittionem Tibi peramanter impertimur . 
Datum Roma apud Santtam Mariani Ma- 
jor em fub Annulo Pifcatoris die 26. Decembris 
1736. Pontificati^ no/tri anno feptimo . 

Firmat. Pro Archicpifcopo Emiffeno . Jo. Vin- 
centìus Luchefinius . 

A tergo . Diletto Filio Noflro Beneditto Ti- 
tuli SS. Duodecim Apofiolorum Presbytero S. /?. E. 
Cardinali Odefcalcbo mmcupato . 

Isfell* altro fovra efpreilò Breve diretto alle 
cinque Dignità s'ingiungeva loro , di formare il 
proceflb fopra le cagioni efpofte dal Sig. Cardi- 
nale Arcivefcovo nella di lui petizione ; di efatta- 
mente indagare le attuali impotenze dell' Emi- 
nenza Sua ; di accertarli d'ogni di lei corporale 
indifpolìzione ; di vedere , fé le folle rimafta libe- 
ra , e chiara la mente , onde comparile effere da 



ogni 



ogni parte volontario l'atto della dimiffione ; e 
dopo efferfi tutto ciò avverato , di notificare al 
fuddetto Eminentiffirao , che Noftro Signore da 
quel punto iftelTo ammetteva, benché con intento 
cordoglio , la dimandata rinuncia , affolvendolo 
dal vincolo , con cui era aftretto alla Chiefà di 
Milano . 

Si applicarono le cinque Dignità alla forma- 
zione del ProceiTo a norma del Breve Pontificio ; 
Interpellati i Medici , i Famigliari , ed i Miniftri 
della Eminenza Sua con frequenti efàmi , reite- 
rati fcrutinj fi ina infettarono le prove della chia- 
rezza di mente del Sig. Cardinale , e della idonea 
di lui volontà ; onde avvenne poi queir efito, che 
{ì previde . 

Ne qui mi è dato il descrivere i'univerfale 
rincrefcimento al rifaperfi un tale fucceflb . Mi 
fcolpa in quella parte , fé mi efentuo da così dove- 
rofo ragguaglio quel celebre Laconifino : Magni- 
tudo doloris (ìkntio honoratur . Bafti l'accennare 
di fuga la Clementiflìma efprefiìone dell' Augu- 
iliffimolmperadore CARLO SESTO Gloriofo 
Padron noftro Regnante , che fcrivendo fòpra_. 
quello particolare alla Eminenza Sua , degnoffi 
di dare a conofcere, quanto fofle per noi ugual- 
mente calami tofa , e l'infermità , e la perdita d'un 
tal Pallore : Y avunque en mi Ce far eo Real Ani- 
mo caufa la mas viva compaffion y no folo vueflra 
falta de falud , fino es tambien > que mi fieles 

Subdi- 



6 

Stibditos de ejje mi Eflado de Milan perdan fan 
digno , y vigilante Paflor . 

Portata di quefte contingenze la formale no- 
tizia all' Eccellentiflìmo Sig. Vicario di Provvi- 
fione Don Carlo de Capitanei falito la feconda 
volta a sì onorevole meritata Carica , fu con- 
vocato fEccellentiflìmo Generale Configlio nel 
giorno 13. Dicembre , perchè fi eleggefle fra 
quelli del Corpo , com' è privilegio immemo- 
rabile della Città di Milano , un Ambafciatore , 
il quale ammeffa che fofle detta rinuncia , fi 
trasferire a' Piedi di Sua Santità , per implorare 
a quefta Chiefa un Succeflbre Originario Patri- 
zio Milanefe . 

Fra tanti Cavalieri Patrizj tralci delle più 
cofpicue antiche Famiglie , tutti abili ad ogni più 
rilevante maneggio , fu deputato all' onorevole-* 
ufficio il Sig. Marchefe Don Emilio Vifconti , 
Perfònaggio , in cui l'indole magnanima , la de- 
ftrezza, il fàpere concorrevano a renderlo del pari 
degno di sì pregiata delegazione . 

Prima eh' Egli pigliafle congedo dalla Patria, 
per efeguire l'accennata commelììone , fu inabili- 
to , che fi umiliaflero a Sua Santità le confuete 
Lettere , colle quali fé le partecipale : che dife- 
gnava la Metropoli di Milano , d'inviarle a' Santif- 
fimi Piedi il nominato Cavaliere , per fupplicarla 
d efàudire i voti della Città , nel donare ad ella un 

Arci- 



7 

Arcivefcovo pari all' emerito Precettore ; Fu al- 
tresì ordinato , che fi fcriveflero lettere agli Emi- 
nentiffinii Signori Cardinali del Giudice Protet- 
tore della Germania , e degli Stati Ereditar) di 
SUA MAESTÀ' CESAREA CATTOLICA, 
Corfìni Nipote di Noftro Signore , Firau Segre- 
tario di Stato , e Gentile Prodatario , come pure 
a Monfignor Illuftriflìmo Ernefto d'Harach Pro- 
miniftro Cefàreo , eflendo attente il Sig. Amba- 
fciadore du Roma , Applicandogli , che , con anti- 
cipato ufficio di Patrocinio, contribuiflero al buon 
fuccefib della riferita Delegazione . 

Tutto avvenne a norma di quanto reflò pre* 
fiflo. Le Lettere furono fpedite in data di iy. 
Dicembre 1736. per mano del Corriere efpreffo 
Gaetano Cairone . Si direfiero in un fbl plico al 
Reverendiffimo Padre Abate Don Paolo Aleflan- 
dro Serponti Procuratore Generale della Con- 
gregazione di San Geronimo in Santo Aleffio , e 
gli li fece premura di presentarle ; il che eiègui- 
tofi con ogni diligenza, pervennero a Sua Santità 
nella feguente Lettera gli umiliffimi fentimenti 
di quefto Generale Configlio . 

BEATISSIME PATER . 

DOlore maxima affetti percepimus Eminen* 
tiffìmum Prtejulem noftrmn Cardinalem 
BhNEDICTUM ERBAM ODESCALCUM 
vigtlantid , zelo , fingulari erga pauperes liberali* 
tate y aliifque virtutibus ubique celebrem , adverfa 

Cor* 



8 

Corpóris valetudine perduSlum fuijje ad flipula- 
tionem mandati , prò Archiepifcopatus dimijjione . 
Si Procerum , Populique preces impetrare pojfent , 
ne Antifles optimus adimatur y id omnium vota 
compleret , fin autem fuperno decreto Pastorali 
buie fedi tollendus efl , ut diutius plebis egeflati 
fubveniat,ad BEATITUDINEM VESTRAM 
convertimur humilìme implorantes , ut , quo baóie- 
nus Paterni Amoris affe^u Ecclefìam banc diflin- 
guere dignata efl , parem eligat fuccefforem , qui 
vere Civis originarius , ac Patritius fit , nobifque 
eximias Renuntiantis dotes reflituat . Statini edi- 
to Sanftce Sedis preliminari Oraculo , ad eam ac* 
cedet ex ccetu noflro deleóius Marchio Emilius 
Vicecomes fpem fimul > precefque publicas expo* 
fiturus . Interim vero ad Santtiffimos Pedes pro- 
voluti , cumulatijjimam BEATITUDINI VE- 
STRjE Regni , & Vitce felicitatem , ac nobis 
Paternam Ejus beneditlionem precamur . 
SANCTITATIS VESTRjE. 

Mediolani 14. Decembris 1736, 
Humillimi , & obfequentijfimi Servi 
Urbis Prtefeóìus , & Sexaginta Decuriones 
Concilii Generalis Civitatis Mediolani . 

Né fu tardo nella fua provvidenza il Sommo 
Pontefice . Torto che giunfe la relazione dei Pro- 
ceffi lodevolmente compiuti da quelli Reveren- 
diffimi Signori Delegati,diede principio a confòla- 
re la Metropoli con fuo Breve del tenor feguente. 

CLE- 



CLEMENS PP. XII. 9 

Diletti Filii falutem , & Apofìoìicam Benedir 
óiionem . Moleflum quidem nobts accidit , 
Dilettimi Filium noflrum Titilli Santìorum Duo- 
decim Apoflolorum Cardinalem Odef calcimi , ob af- 
flittemi tot incommodis valetudinem eo deveniffe , 
ut diutius ad nobiliffimum frequentiffimumque 
commijfum fìbi Gregem gubernandum , operarti 
fuam nequeat impendere . Quo circa , ut arduo 
fané munere fé abdicandi veniam accipiat , ad 
nos confugit . Memoria fìquidem completiimur , 
quantum utilitatis , egregiis fuis virtutibus , ve- 
ftrse inelytee Civitati , latiffimceque Dioecefi con- 
tulerit . Non tamen id ei fummis precibus oranti 
denegare cequum ducimus , ab ipfo admoniti non 
amplius fìbi in affetto jamdiu corpore vires fuf- 
ficere ad immenfum prope onus ; rati fìmul , ita 
melius Ecclefìa/ticis apud vos %ebus confultum 
iri. Ubi vero de Succejfore deligendo mox deli- 
berabimus , nequaquam vobis in mentem veniat 
fubvereri , quin fìudium omne adbibituri fimus , 
ut tantae dignitatis Ecclefìa accuratiffime provi- 
fimi fit y eique Antiflitem prcefeiamus , qui San- 
tiijjimis tot veflrorum Prcefulum veftigiis infì(ìat y 
iftofque fìbi ad imitandum proponat . Quod ut 
Confultius peragamus , libentifftme audiemus di- 
letium Filium Marchionem JEmilium Vicecomi- 
tem , quem ad nos prò graviffimo hoc negotio 
legaffe fcribitis ; ifque deinde luculentius Pobis 

B refe- 



IO 

referet , qui fìt nofler infignis erga Fòs amor , 
ve/Ira omniumque veflrorum Civiuni pietate , at- 
que in Romanam Sedem {iugulari obfequio conci- 
liatus . Cujus nunc etiam obfidem damus Apoftoli- 
cam Benedi£iionem quam Vobts , diletti Filli , per- 
amanter impertimur . 

Datum Romce apud Sanfiam Mariani Majo- 
rem [uh Annulo Pifcatoris die XXV I. Decembris 
ÀIDCCXXXV7 Pontificatili noflri anno feptimo. 

Firmat. Pro Archiepifcopo EmiJJeno . Jo.Vin- 
centius Luchefinius . Et fìgillat. &c. 

A tergo , Dilefìis Filiis PrtefcBo , @ Sex a- 
ginta Decuriontbus Confilii Generalis Civitatis 
Mediolani . 

Appena giunti quefti Santiffimi Senfi colle 
gentili rifpofte delli fuccennati Eminentiffimi , e 
del Promini ftro Cefareo diede principio l'Eccel- 
lentiflimo Sig. Marchefe Ambafciadore Vifconti 
alli preparamenti, per fare in Roma la convene- 
vole Comparii . Alli 27. di Febbrajo fece incam- 
minare la numerofa Famiglia coi ricco Equipag- 
gio : EleiTe per Cavalieri di fua Nobile Came- 
rata li Signori Conte Carlo , e Gian Francefco 
Arnioni , e Sig. Marchefe Abate Don Galeazzo 
Arconati fuo Nipote : Riportò le Credenziali 
da prefentarfi a Sua Santità , agli Eminentiffimi 
Palatini , e Monfìgnor d'Harach : indi , dopo le 
Calende di Marzo diede volta a quell'alma Città, 
dove a' 17. del medefimo felicemente pervenne. 

L'ono- 



II 

L'onore de' primi accoglimenti fu da lui ri- 
cevuto in diltanza di dieci miglia da Roma nell' 
incontro di moki Cavalieri nazionali , ed Amici 
preparatifi ad anticipargli colà gli uffizj del più 
cortefe rifpetto . Lo prevennero a Ponte Molle , 
col feguito de' loro tiri a fei , e Carrozze, li Mon- 
fignori STAMPA Segretario della Sacra Con- 
gregazione de* Vefcovi , e Regolari ; Cavalchini 
Avvocato Conciftoriale , e Segretario del Conci- 
lio ; Archinto , e Crivelli Pronot. Particip, ; 
Vifconti Uditore di Rota per la ftefla Città; 
Mefmer Cherico di Camera ; Arefe Ponente di 
Confulta ; ed i Signori Conte Federico Borro- 
meo , Abate Marchefe Erba , Abate Marchefe-, 
Litta , e Conte Biglia . Ed a quelle gentiliffime 
dimoftranze di ftima verfo la Patria andò con- 
giunto l'onore fatto al noftro Sig. Marchefe Don 
Emilio da varj altri Prelati , Miniftri , Principi , 
e Cavalieri di primo rango nella fteffa fera del di 
lui arrivo in Roma . 

Si portò fubito al Palazzo di Monfignor 
d'Harach (che aveva favorito di mandargli air in- 
contro, fuor di Roma quattro miglia, un tiro a fei 
con un fuo Gentiluomo , e due Lacchè) ; gli pre- 
fentò la Credenziale con altra di Sua Eccellenza 
il Sig, Conte di Traun Governatore degli Stati 
di Milano, Mantova, Parma, e Piacenza ec.,e 
terminati i vicendevoli complimenti, pafsò con lo 
fleflo Monsignore in una di lui Carrozza a quello 

B 2 dell' 



12 

deir Eminehtiffirao Sig. Cardinale dei Giudice, 
Che , incontratolo alla metà della Sala degli Staf- 
fieri, gentiliffimamente lo accolfe nella Camera di 
Udienza , in cui erano collocate due Sedie uguali 
in pari fituazione per Monfìgno.r fuddetto, e-. 
Sig. Ambafciadore . Prefentò quefti la Creden- 
ziale , ed efpofè le fuppliche della Città , per go- 
dere l'alto Patrocinio di Sua Eminenza , che fi 
dichiarò prontiffima a contribuire l'impiego dell' 
opra fua , pei vantaggi non meno di quella Città, 
che dell' ifteflb Sig. Marchefe Don Emilio • 

Per opera del fuddetto Porporato fu torto 
ragguagliata Sua Santità dell' arrivo del Sig. Am- 
bafciadore di Milano , ne gli tardò l'onore del fo- 
lenne ricevimento ; quindi alli 25. Marzo venne 
dal fuddetto Eminentiflìmo avvilàto per mezzo 
del fuo Maéftro di Camera, elfere fiifato il giorno 
27. per trasferirli a' Piedi di Noftro Signore, ad 
umiliargli le fuppliche della Patria in forma di 
pubblica Udienza . 

Prima , che l'accennato Sig. Rapprefentante 
intraprendelle il viaggio di Roma , la Città di 
Milano, per mezzo di SuaEccellenza il Sig. Conte 
di Traun Governatore , aveva fupplicata S. M. 
C. C. a voler prefcrivere quale folle il fuo Cefa- 
reo Reale gradimento , circa l'Arme da ergerfi 
dal detto Ambafciadore , e l'abito , con cui met- 
terli in pubblico in Roma ; ed intefe , efiere Ce- 
farea Real mente, che l'Ambafciadore della Città 

di 



*3. 

di Milano al Pontefice,nelle pubbliche fue funzio- 
ni averte ad ufare il Mantelkleit privativo abito di 
Corte in Vienna,ed alzare fopra la fua Cafa lo feu- 
do delle Arme di S. M.C.C, coli' Aquila Imperiale. 
Venuto per tanto il tempo, di efeguire le 
difpofizioni per l'andata a Palazzo, il Sig.Marchefe 
Don Emilio , fece la notte del 26., efporre a lato, 
delle Arme di Noftro Signore quelle dell' Augu- 
ftiffimo Padrone Regnante , fono di effe lo flem- 
ma di quella Città . Veftì nel giorno 27. l'abito 
Mantelkleit ; fpiegò una ricca Livrea al numero 
di dodici Staffieri con Decano veftito di nero ; e 
fi pofero in abito alla Romana i Signori Cavalieri 

di lui Compagni . 

Era alle Corti preceduto l'invito pel favore 
del folito accompagnamento ; onde dopo pranzo 
di quel giorno, mandògli l'Eminentiffimo Signor 
del Giudice tre Carrozze , la prima delle quali 
con fiocchi , quattro Staffieri , ed un fuo Decano 
in abito nero , e giunfe di poi il Corteggio dei 
Gentiluomini , e Carrozze de 21. Signori Cardi- 
nali , come pure de' Signori Ambafciadori di Mal- 
ta , Bologna , Ferrara , e di molti Principi . 

Ordinata la partenza , per cui erano pronte 
tre altre Carrozze del Sig. Marche fé Ambafciado- 
re , una delle quali parimenti co' fiocchi neri , 
entrò quelli nella prima del Sig. Cardinale co' 
fiocchi unitamente a cinque Nazionali Prelati,con 
Roccetto , Monfignori Archinto , e Crivelli Pro- 
tono- 



*4 

tonotari Apposolici Participanti , Monfignor 

Vifconti Uditore di Rota , Monfignor Mefiner 
Cherico di Camera , e Monfignor Arefi Ponente 
di Confulta , e fu feguitato dalla prima delle tre 
fue , pofcia dalle altre alternatamente tutte ripie- 
ne di Cavalieri , e Perfonaggi portatili ad accom- 
pagnare il Sig. Ambafciadore, a cui veniva dietro 
nelle ultime Carrozze anche la fua Corte , cioè il 
Sig. Conte Filippo Rocchi Maeftro di Camera , 
il Sig, Abate Cefàre Mazzoli Segretario dell^ 
Ambafciate , due Gentiluomini , altrettanti Ca- 
pellani , e quattro Ajutanti di Camera . 

Con quefto feguito , e con l'Ombrella , e_, 
Cufcino di veluto nero con trina d oro , e con 
fiocchi andò primieramente il Sig. Ambafciadore 
ad inchinare il Sig. Cardinale del Giudice , ri- 
cevuto dai di lui Gentiluomini quali al pie della 
Scala , e dall' Eminenza Sua , in abito , più oltre 
della metà della Sala de' Servidori ; dopo qualche 
complimento , veftitofi in difparte il Sig. Cardi- 
nale con Roccetto , fu dal medefimo favorito in 
altra di lui preparata Carrozza pure co' fiocchi , 
nella quale rimafe il luogo per quattro delli fuc- 
cennati Monsignori Prelati , e con Tantidetto 
Corteggio s'incamminò al Palazzo Appollolico . 

Li ricevè Monfignor Maeftro di Camera di 
Noftro Signore al mezzo della prima Anticamera, 
e torto li fece entrare in quella de' Principi , ove 
dimorò il Sig. Ambafciadore poco fpazio di tem- 
po , 



po', in compagnia di Monfignor Aureli^ Coppiere 
di Noftro Signore , fin tanto che entrò a parlare 
a Sua Santità rEminentillimo del Giudice ; ritor- 
nato in appreflb Monfignor Maeftro di Camera 
lo introdufie nella ftanza di udienza con Spada , e 
Cappello ; e l'Eminenza Sua , venutagli all' in- 
contro , lo prefentò al Sommo Pontefice , che lo 
accolfe con maniere umaniffime : dopo il bacio^ 
de' Santiffimi Piedi fatto alzare , prefentata hu. 
Credenziale , efpofe il Sig. Marchefe Ambafcia* 
dorè le premure di quella Metropoli , e vivamen- 
te perorò , perchè paflafle la Santità Sua a conio- 
lare i di lei voti , e darle un Arcivefcovo Patrizio 
Originario , con tutti gli onori , e prerogative , 
che anno goduto i fuoi Preceflbri , e fenza l'aggra- 
vio di verun altra penfione , addotti con efficace 
energìa quei forti motivi , che ai Sig. Ambafcia- 
dore fi erano fuggenti nelle inftruzioni , non con- 
venendo farne il lungo rapporto nella fuccennata 
Lettera , i di cui fenfi erano i feguenti . 
BEATISSIME PATER. 

VIduam Paflore fuo Mediolanenfem Ecckfiam 
diutius fuflinere non valentes ad Sanhita* 
tem Triremi ex numero Patriciorum noflrorum 
nobilem virimi Marchionem JErnilium Vicecomi- 
tem legavimus , ut Ordinimi omnium , qui in Urbe 
noftra funt , vocz repetitis obfequiis iis , quee literis 
jam ante tradita , Sanffiitatem J^eflram , paterno 
quo folet animo , benigniter accepijje refeivimus , 

vota 



ì6 
vota etiant pubìica decentius exponat . Is nomine 
noflro rogabit vacuam Arcbiepifcopo fuo Mediola- 
nenfem banc Sedem quamprimum fi commode fieri 
pojfit , a Sanftitate Vefira in publicam utilitatem 
impleri , eumque Nobis Archiepifcopum davi qui , 
€§ Civis nofier fìt , ac Patritius , quique Dottrina 
prafiantia, & morum fanttitate > tamquam exem- 
pli Candelabrum in Ecclefia nofira fplendeat , & 
lamine fuo Civium omnium oculos in fé convertat , 
pradecefforemque Santta Romana Ecclefia Cardi- 
nalem Erbam Odefcalcum y quem inimica vis morbi 
nobis eripuit , uno verbo reprefentet . Quapropter 
ad Santtitatis Vefira pedes provoluti rogamus in- 
fiantiffime , ut ditto Marchioni ^Emilio Legato no- 
flro benignas aures pr abere , ac patema Clementia 
fua preces nofiras accipere velit , ita ut Santtita- 
tis Vefira , atque Apofiolica Sedis Majefìati , Ec- 
clefia nofira dignitati y & hujus Metropolis , Po- 
pulique ornamento munus hoc optatiffimum inde 
fit refponfurum , quo d <^ certo fperamus . Inte- 
rim Sancitati Vefira vitam , & felicitatem ad 
univerfi Catbolici Urbis commodum , & incremen- 
tum a Deo Optimo Maximo ex corde precamur. 

Dat. Medioìani IV. Nonas Martias anni 
MDCCXXXVIL 
SANCTITATIS VESTRJE. 

Humillimi , & obfequentiffimi Servi 

Urbis Prafettus , & Sexaginta Decuriones 
Concilii Generali Civitatis Medioìani . 

Furo- 



J 7 
Furono , con paterna piillìma dfmoft razione, 

accolte quefte fuppliche da Sua Beatitudine , Li 
quale degnò il Sig.Ambafciadore dell'udienza per 
lo fpazio di più di mezz' ora, e fece conofcere, che 
bramava dare a Milano un Arcivescovo pari al 
Sig Cardinale ERBA ODESCALCHI , da No- 
ftro Signore, anche in quella congiuntura , molto 
lodato per le rare di lui qualità , e virtù Singolari . 
Prefo congedo da Sua Beatitudine, il Signor 
Ambafciadore, dopo eiTere flati ammeffi al bacio 
de' Santiffimi Piedi anche i Cavalieri di fua Ca- 
merata , pafsò col Sig. Cardinale del Giudice agli 
Appartamenti dell' Eminentiilimo Codini Nipo- 
te di Sua Santità, e deli' Eminentiflìmo Firau Se- 
gretario di Stato , non meno a motivo d'inchinar- 
li , nel prefentar loro le feco portate Credenziali , 
che di renderli appieno confape /oli della fua coin- 
meflìone , e fupplicarli a promovere colli validi£ 
fimi Ufficj del loro Patrocinio le giufte brame di 
quefta Metropoli, e da quei gentililììmi Porporati 
udì con fommo piacere, che contando ella un elet- 
to coppiofo ftuolo di Prelati Patrizj , facilmente 
poteva confolarfi, per eiTere tutti ornati d'ogni più 
fublime prerogativa , degni di qualunque dignità, 
ed abili a fofìenere ogni più ragguardevole im- 
piego , a fegno che , qualunque le toccaiìe in forte, 
non aveva che a rimanerne felicitata (pentimento 
efprefib dallo ftelTo Sommo Pontefice nel tenuto 
difcorfo col Sig. Marchefè Rapprefentante . ) 

C Ter- 



i8 

Terminate cotefte vifite,il Sig.Cardinale del 
Giudice, in una fua Carrozza , col feguito di altre 
due, fi trasferì al fuo Palazzo, non avendo voluto, 
con replicate iftanze efTere fervito , onde rimafto 
in libertà il Signor Ambafciadore , coli* antidetto 
Treno di fei Carrozze , tre del fuccennato Emi- 
nentiffimo , e tre fue , accompagnato dalla mag- 
gior parte della comitiva de' Signori Cavalieri , 
fi portò alla fua abitazione , e fu poi la fteffa fera 
in privato ad inchinare il fuddetto Sig. Cardinale, 
e dargli diftinte grazie per li favori da lui com- 
partiti alla fua Rapprefentanza : Ufficio, a cui 
nelli feguenti giorni, per mezzo del fuo Segreta- 
rio delle Ambafciate , compì cogli altri Signori , 
che lo avevano favorito . 

Facevanfi intanto nella Città noftra frequen- 
ti fuppliche a Dio,per impetrare un Arcivefcovo, 
che pienamente appagaffe i pubblici defiderj , e 
molto parlavafi di Monfignor CARLO GAE- 
TANO STAMPA Arcivefcovo Calcedonenfe , 
e Segretario della Sacra Congregazione de' Vefco- 
vi , e Regolari , per gli eccelli fuoi meriti , e per 
quelli della Nobiliffima fua Profàpia attenente di 
Sangue col gran Santo Arcivefcovo Carlo Borro- 
meo ; a cui Milano deve affai più di quanto fi 
poffa da me efporre . 

Ed appunto , giufla l'afpettativa accadde 
l'evento , onde in data delli 31. Marzo , all' ora di 
mezzo giorno , dalla Segreterìa di Stato pervenne 

alle 



r 9 

alle mani del Sig. Ambafciadore Vifconti un vi- 

glietto del tenor feguente . 

„Dalla Segreteria di Stato 31. Marzo 1737. 

„EfTendofi degnata la Santità di Noftro Si- 
gnore di dare alla Chiefà Arcivefcovile di Mila- 
no un nuovo degniffimo Paftore nella Perfbna 
„di Monfignor Arcivefcovo STAMPA , fé ne 
„porge al Sig. Ambafciadore Marchefe Vifconti 
„la notizia , acciò Egli fia confapevole della Ponti- 
„ficia difpofizione . 

A tergo . „A1P Iiluftrifsimo , ed Eccellenti^ 
/imo Sig. Ambafciadore Marchefe Vifconti . Si- 
gillato col figlilo delf Eminentifsimo Sig. Car- 
dinale Segretario di Stato . 

Alla nuova di tanto gradimento , fi raoffe fu- 
bito il Sig. Marchefe Don Emilio a compiere ver- 
fo Monfignor STAMPA gli ufficj di congratula- 
zione in nome ancora di quefto Pubblico ; di là fi 
trasferì a parteciparla all' Eminentillìmo del Giu- 
dice , e Monfignor d'Harach , che tanto concor- 
fero co' loro favori al felice fuccelTo ; affrettò alla 
Città di Milano il rifcontro dell' ottima elezione, 
fpeditole un Corriere, che giunlè la mattina del 
giorno 8. Aprile , e portò inlieme un gentilifìimo. 
foglio del fuddetto Sig. Cardinale , e la feguente 
Lettera del nuovo Monfignor Arcivefcovo fcritta 
al Generale Configlio . 



Ili™ 



? 



20 

Hl. mi , ed Ecc. mì Si& rì Padroni Gol* 

IL vincolo di tenerezza ereditato verfo la Patria 
dai miei Antenati mi farebbe provare non pic- 
colo follievo nella gran forprefa , in cui fono per 
la Clemenza ufatami dalla Santità di JVofiro Si- 
gnor e > con avermi deflinato a codefta Cbiefa , fé 
non mi fpaventajfe infinitamente la gravezza del 
pefo y e V infufficienza delle mie forze . Nafcerebbe 
il mio conforto dal riflettere , che , ejfendofì nella 
lunga fepar azione fofferta y a motivo degl Impie- 
ghi debolmente efercitati in fervìzio della Santa 
Sede , aumentato fempre in me l amor e verfo la 
fiejfa mia Patria , dovrei ejfer ora contento in ve- 
dermi a portata di riunirmele con maggiore flret- 
tezza . Ogìi altro Carattere però meno importante 
dell addo ff atomi, che ha fatto tremare i primi Lumi 
della Santità , e della Gerarchia Ecclefìaflìca , da i 
quali è flato gloriof amente foftenuto , farebbe ca- 
pace di farmi prevenir con piacere a P^oflre Eccel- 
lenze que/la parte dell' ojjequio , che fono impaziente 
di autenticar loro in per fona : Ala , giacché mi è 
convenuto raffegnarmi alle Difpofizioni dellAltif- 
fimo in quelle del fuo Vicario , incomincio a im- 
piegare i primi momenti della mia Deflinazione > in 
avanzarne ali Eccellenze Voflre la notizia , J per an- 
dò, che il buon Cuore de miei Concittadini vorrà cor- 
rifpondere alla fiducia , che ripone in loro la mia 
fiacchezza , con unire alle mie le più fervide Preci , 

perchè 



21 

perchè fi degni il Signore concedermi, nella formi- 

dabile imprefa del Governo di codefta Diocefi , gli 
ajuti più necejfarj . Sarà quefla la maggior ripro- 
va , che da Voflre Eccellenze poffa darmifi del beni- 
gno loro gradimento verfo ilprefente atte flato della 
mia attenzione y e farà un continuo fludio de miei 
doveri f aliti al più alto fegno, V uniformar e in ogni 
mio andamento alla qualità di Figlio , e Concittadi- 
no obbligato , quella di Padre , e Paflore affettuo- 
fiffimo . Con che re/lo prendendo da quefli , e da in- 
finiti altri titoli della rifpettofa mia riconofcenza , 
giufio motivo di riprotejìarmi } quale con pienezza 
di flima , e colla maggior tenerezza dell' animo mia 
de fiderò inalterabilmente comprovarmi 

Roma 31, Marzo 1737. 

Dì Poflre Eccellenze . 

DivotiJJìmo , ed obblìgatìffimo Servidore 
G. Arcivefcovo di Calcedonia . 

Univerfale fu il giubilerai rifàperfi deftinato 
a quefta Arcivefcovile Mitra un così Iiluftre Pa- 
trizio , un così benemerito Prelato , che nelle-» 
tante fòftenute Cariche a dato tempre un gran 
fàggio delle fue ammirabili prerogative,onde fareb- 
be appieno appagata la comune alienazione, come 
ipiegò in appretto Sua Santità nel fèguente Breve. 

CLEMENS PP. XII. 

Diletti Filii Nobile s Virifalutem , & Apofto- 
licam Benedifìionem . Oratorem Veflrum 
dilecìum Filium Marcbionem ALmilium Vicecomi- 

tem, 



22 

tem , exbibitafque & fuis Verbis , & Vefiris offi- 
cio fifftmis litteris preces , ut quamprimum fieri li- 
cer et de Archiepifcopo Veflro creando cogitar 'emus , 
ea fané benevolentid complexi fumus , quce VGbis 
tefiimonium dare poffit , plurimi a Nobis fieri in- 
clyta veftrce Civitatis obfequium , ac reverentiam , 
quihus Nos, <2? Apofiolicam Sedem colere, Religio- 
ni Vobis ducitis . Nec difìulimus faóìam propenfi 
erga Nobilitates Veftras animi Nofiri fignifica- 
tionem re comprobare . Nam vix non illieo ad tan- 
tum munus elegimus VenerabilemFratrem Archie- 
pifeopum Chalcedonenfem CAROLUM CAJETA- 
NUM STAMPA pr sfilanti ffimum Veflrce Nobi- 
litatis Virum , Nobis apprime commendatum cui* 
tiffimo Eccleftaflicis virtutibus ingenio , ac tot tan- 
tifque Apoflolica Sedis negotiis longam cetatem 
fumma cum laude , ac fide gejìis . Quocirca prò 
certo babemus , oblatam de fé fpem quammaxime 
impleturum > ac parem ampli ffimce , clariffimtzque 
Ecclefitf Vefirce moderando repertum iri ; Simul 
quoque leniturum defìderium , quod fui Vobis 
reliquit Dileóìus Filius JVqfler Cardinalis ODE- 
SCHALCUS, qui dudum oh afflióìam valetudinem 
eodem fé Archìepif copali munere abdicare voluit . 
Pignus aliud paterna charitatis Nofirce Apofioli- 
cam Benedióìionem Vobis , Dilecìi Filii Nobiles 
Viri , peramanter impertimur . Datum Roma 
apud San£iam Mariani Majurem fub Amuìo 
Pifcatoris die XII. Aprilis MDCCXXXVIL 

Pon- 



Pontificatus Noftri Anno feptimo . 

Firmat. Joannes Vincentius Luchefinius . Et 
figillat. &c. 

A tergo. Dile£iis FiliisJSTobilibusVirisPrce* 
feóìo , & Sexaginta Dectirionibus Confilii Genera* 
Vis Civitatis Mediolanì . . 

Paleiarono l'allegrezza l'Eccellentiffimo Ge- 
nerale Confìglio,il Clero, la Nobiltà tutta, ed 
il Popolo ; ordinò quello , che ne prefcrivefle le 
pubbliche dimoftrazioni rEccellentiffimo Tribu- 
nale di Provvilìone ; fece quefto illuminare il 
Palazzo della Città con abbondanti Doppieri , 
con l'accompagnamento di feftevoli fuochi, z_* 
fuono di Trombe ; comandò con fuo Editto l'uni- 
verfale illuminazione di due fere , nelle quali fi 
vide ogni forta di peribne in gara di applaufò al 
novello Paftore , con Lumi , Fiaccole , e Razzi , 
con Trombe qua , e là collocate , e fece con ifqui- 
fita Mufìca, e Sinfonìa cantare nella Infigne Im- 
periale Balìlica di Sant'Ambrogio addobbata con 
vaghiflìmo Apparato una folenne gran Mefla di 
ringraziamento , e l'Inno TeDeum , a cui elfo Tri* 
bunale intervenne accompagnato da tutte le Arti 
co' particolari loro Gonfaloni . 

In altro giorno l'Illuftriffimo e Reverendi^ 
fimo Capitolo Metropolitano , preceduto da tutte 
le Collegiate , Clero , Regolari , e Confraternite, 
fono le loro Croci , andò proceffionalmente alla 
nominata Imperiale Bafilica.^a rendere pubbliche 

grazie 



«4 

grazie ai Santi Tutelari della Metropoli, pel dono 

impetratoci di un Pallore sì degno , tenuteli in 
quel tempo chiufe tutte le Botteghe della Città, 
per ordine fatto pubblicare dall' Eccellentidimo 
Sig. Vicario di Provvifìone Conte Don Lodovica 
Archinto , gli eccelli di cui meriti corrifpondenti 
al fuo Nobililfimo Sangue lo anno poco dopo, con 
pubblico godimento, portato alla Piazza di Que- 
flore Togato neir Illulìriffiino Magiltrato delle 
Ordinarie rendite di quello Stato . 

La Nobiltà pure volle diftinguerfì nelle te- 
flimonianze di una parziale attenzione a Monli- 
gnor Arcivefcovo STAMPA , avendo abbondato 
con generola copia di Torcie nelle fere della uni- 
verfale illuminazione, e ipecialmente fi ammirò 
la fbntuofa dimoftranza anche in altre fere data 
dalla Eceellentilfima Cala de Signori Conti Stam- 
pa di lui Fratello , e Nipote , e da molte altre infi- 
gni Famiglie a lei attenenti , accompagnata da 
larghe limoline , ed altre pie diftribuzioni . 

II Popolo poi tutto diede fegni di fommo 
gaudio, con l'affollato concordò alle funzioni tenu- 
teli nella Metropolitana , e nella fuddetta Balilica 
di Sant'Ambrogio, e con la quali iniziabile com- 
piacenza di fcorrere qua , e là nelle fere fuddette 
a godere della luminofa veduta, e di più graditi 
concenti , che in molti luoghi rendevano dilette- 
voliflimo fuono . 

Fu rimandato frattanto il lùddetto Corriere 

con 



*1 

con varie lettere fcritte in nome del Generale 
Configlio , cioè quella di congratulazione a Mon- 
fìgnor Arcivefcovo STAMPA , altre di ringra- 
ziamento a' Signori Cardinale del Giudice, e Pro- 
miniftro Cefareo , e con la lotto efprefla da pre- 
fentarli dal Sig. Ambafciadore a Sua Santità, per 
umiliarle la pubblica oiTcquiofa riconofcenza . 
BEATISSIME PATER. 

QUce fuerit in Mediolanenfì Populo acclama- 
tiomim exultatio , & in omnium Gre tetitia, 
cum nuper intelleximus a SANCTITATÉ 
VESTRA datimi effe noflrce buie Eccltfice Archie- 
pifcopumCAROLUM CAJETANUM STAM- 
PAM Civem,Patriciumque 7iofìrum,ipfa precum 
noftrarum follicitudo , qua tantum Urbi gaudium 
flagitabamus , anice fìgnificaverit ; Quantaque 
obortafint ab elezione vejira, PATER BEATIS- 
SIME , initia certijfimx [pei , talem eum effe fu* 
turimi , qualem a Romana fintili , & Ambrofiana 
Ecclefia inflitutum effe decet , ex auóloritate Pon~ 
ti fida funt cefìimanda ; Eum namque officiis omni- 
bus colendum accipiemus } quem Ambrofiana Sede 
digitimi Fetri Succeffor dignifjìmus reputavit ; 
(hiamobrem ad SANCT1TATIS VESTRM 
Pedes provoluti , Mediolanenfis Populi , noflro , 
(S? univer forum Ordinimi nomine gratias humili- 
ttr agimus y & licet beneficio > quad accepimus- 1 
pares nunquam rependere poffìmus } id unum exco>- 
gitare valuimus % in eam fententiam communio, 

D omnium 



26 

omnium vota conferentes , ut Deum Optimum 
Maximum obfecremus , omnia, qu te fatta furiti, 
ac fient impofterum , BEAT ITUDINI VE- 
STII jE , in qua , <2> Cbrijìiana Refpublica, & nos 
fumus , feliciter effe cefftira , eamque diu Chriflia- 
ritf Religionis pr ce fiato fofpitem fervare velit . In- 
terim , PATER SANCTISSIME , Mediola- 
nenfibus obfequentibus BEATITUDINIS VE- 
STRjE filiis Paterna Benediciionis gratiam im- 
pertiri ne dedigneris , quam pofìto genu , incenfif 
que cordium affeSìibus imploramus . 
SANCTITaTIS VESTRjE. 
Mediolani VI Idus Aprilts MDCCXXXVIL 
Humillimi , £J obfequentiffimi Servi 

Urbis Pra?fe£ius , & Sexaginta Decuriones 
Confilii Generahs Civitatis Mediolani . 

Sopravenne a Sua Santità qualche indifpoii- 
zione , per cui lì diferì il pubblicare Monfignor 
Arciveicovo nel Coneiftoro , e l'andata a Palazzo 
del Sig. Àmbafciadore , per la preientazione della 
premeiTa Lettera . Frattanto , comandato egli 
dalla fua Città , di compire in voce a tutti gli atti 
di riconoicenza cogli Eminentiffimi Palatini , in- 
traprefe ad efeguirne la commeffione , e poi diede 
principio alle viiite del Sacro Collegio • 

Riftabilito il Sommo Pontefice preconizzò 
alli 6. di Maggio nel Coneiftoro Monfignor 
STAMPA Arcivefcovo di Milano, indi il Signor 
Marchefe Don Emilio , due giorni dopo , con lo 

fteffo 



t 



D 



*7 
fteffo accompagnamento della prima comparfà, 

fi trasferì a' Piedi di Sua Beatitudine , introdotto 
da Monfìgnor Maeftro di Camera , che avevalo 
ricevuto fuori della BuiTola dell Anticamera de' 
Cavalieri , e le umiliò, in nome di quefta Metro- 
poli, colla già inferita di lei Lettera un offequio- 
fiffimo rendimento di grazie onorato da Sua San- 
tità col feguente Breve . 

CLEMENS PP. XII 

Betti Filli Nobiles Viri falutem , & Apo* 
flolicam Benedióìionem . Gratum , ^ ju- 
cundum Nobis accidit e ve/ìris officiofiffimis litte* 
ris intellexijfe , quo plaufu, latitidque datum Vobis 
Arcbiepifcopum Venerabilem Fratrem CARO* 
LUM CAjETANUM STAMPAM percepe- 
ritis . Nam cum in animo Nobis fuerit , infìgni 
adeo Civitati in bujufmodi re graviffima confukre 
/iugulari ftudio -, Quidquid Nobis inditium prce- 
bet , id optime contigijfe prò Noflrd eximid erga 
Nobilitates Vefìras benevolentid efferimur fummo 
fané gaudio , gratulati , ita obfequii , ac religiofì 
Cultus erga Nos ipfos , Romanamque Sedem Ve(ìri 
vicem reddidijfe . Quod utique , ubi occafio fé offe- 
rat , nunquam prcetermifuri fumus , & modo vo- 
luntatis No/ira obfìdem paternam Benedióìionem, 
Vobis Diletti Filii Nobile s Viri peramanter imper- 
timur . Datum Romce apud Sanólam Mariam 
Majurem fub Annulo Pifcatoris die XXP1IL 

D z Maji 



28 

Maji MDCCXXXVIL Pontificata* Noflri An- 
no Settimo . 

Firmat. Joannes Vtncentius Luche finius . Et 
figillat. (Se. 

A 'tergo . Dilefiis Filiis Nobìlìbus Viris Pre- 
fetto , GT Sexaginta Decurionibus Confilii Genera- 
li* Civitatis Medìolani . 

; Con Toccafione di quefta feconda Udienza fi 
era il Sig. Ambafciadore fatto cuore a più eftefe 
fuppliche , per impetrare al novello Monfignor 
Arcivefcovo il decoro della Porpora ; andò per 
tanto ad efporre di bei nuovo le fue rifpettofe 
premure agli Eminentiffimi Palatini , caldamente 
ripregati delli validiffimi loro uffizj , e favori ; e 
ne riportò le più gentili efpreffioni , ufate fempre 
da ognuno di loro nelle rifpofte , che anno refe di 
tempo in tempo cortefemente alla Città . 

Profèguì il Sig. Ambafciadore , e terminò le 
Vifite del Sacro Collegio (reftituite pofeia colle 
fòlite formalità da qualunque de' Signori Porpo- 
rati , che non folle legitimamente impedito) 
dopo quefte attefe a tutti gli altri atti di conve- 
nienza efpofti nella di lui relazione all' Eccellen- 
tiffimo Generale Confìglio , e fece di poi l'iftan- 
za , per ottenere da Noftro Signore l'udienza», 
di congedo , che gli fu accordata per li 30. di Giu- 
gno. In tal giorno, col medefimo accompagna- 
mento altre volte mandatogli dall' Eminentiflimo 
del Giudice , e dalle Corti > fi portò al Palazzo 

Appo- 



29 
Appoftolico; colla fteiTa formalità già defcritta 
venne introdotto al Soglio Pontificio , e rinno- 
vato l'umiliffimo rendimento di grazie , per reie- 
zione di Monfignor STAMPA in noftro Arci- 
vefcovo, difcefe a fupplicare Sua Santità, di tener 
prefente un così degno Paftore per gli onori 
più ragguardevoli , che tanti di lui Precettori 
anno goduto,ed ebbe il contento di conofcerla ben 
propenia a confolare pienamente i voti di quefta 
Metropoli . 

Aveva già il Beati (lìmo Padre conferita un 
Abadìa al Sig. Marchete Abate Don Galeazzo 
Arconati , ed una penfione di cento Scudi Roma- 
ni al Sig. Conte Gio. Francefco Annone , onde il 
Sig Ambafciadore compì con Sua Santità anche 
per quelli fegnalati favori , ai quali il compiacque 
Ella di aggiugnere il dono colle fue mani fattogli 
di una Corona di Lapislazzuli guernita d'oro , e 
ricca di molte indulgenze , oltre quelle prima 
copioftmente concefiegli , e di altre Corone di 
Pietre preziose con Medaglie doro, che fece dare 
ai Cavalieri fuoi Compagni da Monfignor Mae- 
ftro di Camera . 

Licenziatoli il Sig. Marchefe Don Emilio, 
dopo la Santa Benedizione , e dopo eiTere flato 
benigniffioiamente ammeflb al bacio de' Santi£ 
fimi Piedi tutto il fuo feguito , efclufi però li 
Staffieri , fu accompagnato da Monfignor Maeftro 
di Camera al fito , ove avevate ricevuto ; calò a 

rive- 



3°. 
riverire gli Eminentiffimi Corfini , e Firau , per 

rinnovar loro le predette iftanze a favore di Mon- 

iignor Arcivefcovo , e licenziarli , partecipata 

loro la deftinazione della fua proffima partenza da 

Roma ; e fece la notte ieguente deporre le Armi 

Pontificie , di S. M. C. C. , e di quella Città . 

Pratticò ne' (eguenti giorni in privato li 
flefli ufficj coH'Eminentiffimo del Giudice, e_, 
Monfignor d'Harac ; refe loro diilintiffime grazie 
per quelle compartite alla fua Rapprefentanza , 
ed , efeguiti varj altri complimenti , partì da Ro- 
ma , d'onde alli 9. Agoflo 1737. giunte felicemen- 
te a Milano, da cui gli furono corrifpofte con Let- 
tera del Generale Configlio le più diftinte elpref 
fioni di un vivo ringraziamento , e dei dovuti 
encomj,per tutto quanto aveva Egli nella fua glo- 
riola legazione operato con mirabile faviezza , e 
decoro della Patria . 

Stava frattanto quello Pubblico nella impa- 
zienza d'udire due nuove in un tempo , una della 
Promozione di Monfignor Arcivefcovo al Cardi- 
nalato , l'altra della venuta di Elfo a quella Chiefa 
fua Spofa , della quale ne aveva già Monfignor II- 
luftriffimo e Reverendilììmo Arciprete del Duo- 
mo , Vicario Generale Capitolare Don Giovanni 
Manrique come fpeciale Delegato , alli 1 3. Luglio 
con invito della Nobiltà fatto da' Signori Conti 
Stampa prefo il pofleffo , la fera innanzi avvifato 
dal fuono di tutte le Campane della Città* 

Né 



3 1 

Né certamente era meno intenfà la brama 

del novello Monfignor Arcivefcovo , di venirle 
all' incontro ; onde volle fin da Roma darle un 
faggio di fua Paterna affezione , indirizzandole 
la fotto efprefla eruditiifima Paflorale . 

CAROLUS CAJETANUS 

STAMPA 

Dei , & dpoftolica Sedis Gratta 

SANCII MEDIOLANENSIS ECCLESIA 
ARCHIEPISCOPUS &c. 

Venerabilibus Fratribus, Dilecliflìmis in Chriflo Filiis,CapituIo, 
Clero , Populoque fuo falutem in Domino fempiternam . 

QUant a animi voluptate perfundebamur , quod 
Amplìflìmus S.R.E. Cardinalis ODESC^L- 
*CHUS Sacerdotali amplificando Sacrofan- 
£lo Religionis Zelo , (iugulari Vito imtocentia , 
murimi fuavitate , rerum agendarum i perétta, cote- 
rifque eximiis Optimi Profulis virtutibus prodi- 
tus gubernando prò dar infimo ifli , ac tot nomini- 
bus Incìytce Metropolitano Ecclefìo magna cum 
omnium laude pergeret ; tanta fané doloris acerbi- 
tate perculfì fuimus , ubi ob pertinacem vim morbi, 
quo a quinquennio & ultra affliffiatur , injunfiam 
fibi animarum vejirarum procurationem dimifìffe 

éntel- 



3 a 
intelleximus : nec pajp fumus , quin affiduis preci- 
bus Autborem Luminum deprecar emur , ut alium 
Paftorem fubftitueret , qui ejufdem Cardinalis 
exempla prò Spirituali Putrite nojlrce incremento 
emular etur . 

Qtium vero nuper accepimus , Divini difpofi- 
tione conftlii a San£iiflìmo D. N. CLEMENTE 
XIL (quem Deus diufofpitem , & incolumem fer- 
vet) nullis pracedentibus mentis noflris ad tam 
fublimtm graduiti eveóìos nos effe ; eo magis id ex- 
pettationem noflram exceffit , major emque animi 
trepidationem excitavit , quo ab artium arte > bu- 
tnerifq; Angelicis formidando Animar um regimine 
antea fueramus alieni . Mente etiam volutabamusj 
deejfe nobis Virtutes Mas } quce ab Apostolo Paulo 
dileflis Difcipulis fuis Timotheo , & Tito , atque 
adeofingulis OviumJESU CHRISTI Pajioribus 
tantopere commendantur . Et fi tantum aótio Pr&- 
fulis a&ioneni Populi debet trascendere , quan- 
tum dittare folet a grege vira Paftoris , ut S. Gre- 
gorii AI* te/limonio comprobatur : minime JVobis 
fuccenfendum erat , quo d fatis confcii tenuitatis 
noftrce commijfam ifiius Dioecefis follicitudinem 
ninno pavore perterriti ajfumeremus . Occurre- 
bant infuper luculentifftma ge/la aliorum Antifìi- 
tum de Ecclefia iflafummopere meritorwn y ex quì- 
bus ad quadraginta colimus in SS* Album coopta- 
tos . Hifce autem nos adnumerare non audentes , 
[ed ipfi in nobifmetipfi s mctientes , & comparane 

US 



33 
tes nofmttipfos nobis , tantum declinare fwceffil*. 

nem malui/femus > quantum imparcs eorum Vefiì- 
giis perfequendis videbamur . 

Quoniam vero certi Nobis eramus , Sacerdo- 
tale fa ftigium ne e concupi ff e , ne e poflulctjfe , credi- 
dimus , fuffragantibus etiam Prudentibus Viris , 
quos in re tam gravi confiliarios adhibuimus , a 
Domino faóìum effe ifiud , atq; opus effe Dextera 
Excelfì . Et quia juxta memorati Gregorii auóio- 
ritatem obedienter fequi debenius , quod miferi- 
cors Regentis manus velit de nobis operari , ne 
aliter indignationem meurramus illis indiSìam , 
qui ad culturam Evangelici agri vocati venire re- 
cufant y impofittf far cinte bumeros fuppofuimus ; 
& qui prius trepidabamus de merito , gavifì poflea 
fumus de dono , freti } quod Dominus , qui infirma 
mundi eligit , ut fonia queeque confundat y vocat 
ea, qu<z nonfunt , tanquam ea , qutefunt , & fiepe 
filios Abraba de lapidibus fufeitat , dabit virtutem 
conferens dignitatem , & cum fuerìt honoris Au- 
fior , erit ettam admimfirationis Adjutor . Otte- 
madmodum enim Moyfem , Hieremiam , aliofque 
Sanóìiffimos Viros ad maxima quoque vocatos iftis 
fitaviffimis vocibus Deus Mifericordiarum , & to- 
tius Confolationis erexit : Ego ero tecum , fìc fpe 
fuftentamur fore y ut Cwlefits Pater familias , a 
quo Vinetf fua adminiftrandee prceficimur , fuble- 
vet jifdem piane fubfìdiis longe graviorem infirmi- 
totem no/lram , atque Eo confortante omnia pof 

E fìmus y 



34 
fìmus , <2? Filius Dei glorificetur in nobis . 

Quibus fané Exemplis addilli , Venerabile* 
Fratres , prtffentes literas fcribere conflituimus , 
nonfolum, ut more Majorum, per falutationis offi- 
cium , de noflra inauguratone vos certiores facia- 
mus yverum etiam ut in Veflrumfinum deponamus 
fenfuum noftrorum [ecreta , & non in perfuafìbili- 
bus bumance Sapientice ver bis , fed in open/ione fpi- 
ritus,& virtutis aperiamus, quo animo comparati 
ad curam Ecclefìte Mediolanenfis accedere decreve- 
rimus , quidque enixe a Vobis flagitemus , ut in 
Via Dei cum confenfu ambulare valeamus . 

Porro quum illud in primis a Sacrar um P agi- 
mar um Oraculis didicerimus , Evangelica/m Doóìri- 
nam multum ab Jtufteritate Mofatcce Legis disia- 
re ; Manfuetudinem , & Clementiam Servatoris 
NoftriJESU CHR ISTI, qui efl Sacerdos in ceter- 
num fecundum Ordinem Melchifedech , imitari to- 
tis viribus contendemus , Ejufdem proefertim Voci- 
bus ad Aures Noflras f<zpe refonantibus : Difcite 
a me, quia mitis fura, & humilis corde . Habeant 
proinde fìnguli ha'c Officii Noflrt futura prafagta, 
omnia nos tfqui bontcme accepturos , neque omijfa- 
ros , quo omnibus per omnia piacere , & quorum- 
cumque Votis amtuere , quantum in Domino poffu- 
mus , fiudeamus . Caveant nibilominus 7 ne quid- 
quam Sacris Canonibus , Tridentina Synodi San- 
Uionìbus y & Laudabilibus iflius Dioecefts ufibus 
dijfonum , aut per fé ipfos , aut per impulfus , & 

com- 



35 

commendationes aliorum importune conentur expo* 

fcere : Etenim ne pi acent es hominibm Chrifto pia- 
cere negligamus , ea qua par eft , liberiate , preces 
nobis porreSias rejiciemus , haud ignorantes , ceque 
illos in Divinis literis reprobari , qui Ecclefiaflicxs 
Conflitutiones , & Sanóìijfimas Canonum Regulas 
plus dequo extendentes , jugum nimis rigidum , & 
pene importabile faciunt , ac eos,quifua qunerentes, 
non quce JESU CHRISTI, incredibili facilitate 
cum fummo Ecdefiajiicte Difciplince detrimento 
eafdem relaxant . 

Experientia tamen edoóìi , maximam inde 
prtejudicii partem in Ecclefiam redundare , quod fi 
qui ex hominibus affumuntur , ut in jis , quce ad 
Deum funt , conflituantur y & offerant dona , & 
Sacrificia prò peccatis , nullo , vel exiguo virtutis 
prcefidio prceceìlunt , prcecipuam operam dabimus , 
ut qui ad Sacro s Or dine s promover i defiderant, 
vitce integritate , morum gravitate , fapientia , 
aliifque animi dotibus fulgeant > quibus Salis > <2gT 
Lucis inftar aliortmi Fidelium corda condire y men- 
tefque valeant illuftrare. Quamobrem nemini cito 
manutn inponentes , ut ait Apoflolus , CeleberrU 
mum quoque illud monitum S. Gregorii dtligenter 
exequi curabimus : Eftote in Ordinaticele tollici* 
ti , & ad Sacros Ordines afpirare , nili prove£Ho- 
res «tate , 6c mundos corde nullatenus permitta- 
tis, ne forte femper effe, definant, quod immature 
effe feftinant. 

E 2 Inte- 



3 6 
Interea Venerabiles Fratres } Gaudium no- 
fìrum, & Corona noflra , {Quorum nomine Cano- 
nico s tflius Metropolitana Ecc lefìce, alio fque omnes 
in Sacerdotali gradu conflitutos intelligi volumus,) 
et fi fponte currentibus calcaria addere non oportet; 
Pafloralis tamen follicitudo poflulat , ut dilezione 
potius , quam Auóìoritate vocationis veftrte memo- 
riam vobis excitemus . Cum fitis ergo Gens S'an- 
ela , Gregis Chrifli portio nobilior , Genus Eleélum, 
natii hcereditatis Dominici fortem , fideles difpen- 
fatores myfleriorum Dei , tanquam Angeli coelitus 
miffi propter aliorum falutem , prout a Sacris Pa- 
ginis defignamìni : Rogamus vos > & obfecramus } 
ut Nobifcum communi fludio , & fervore adlabo- 
rantes y in partem laborum noftr orimi adfcitos effe 
monftretis . Eo alacrius y cum e{femus ancipites in 
fufcipiendo onere JVobis injimólo , confirmatos nos 
fenfìmus , quo fecurius confideravimus , Fior enti ffi- 
mam Urbem , Cultifjìmamque Dioecefim Nobis ob- 
tigijfc a primis ufque temporibus jaSìis Evangelii 
feminibus ab Apofiolo BARNABA, & Sanai (fi- 
mis ANATOLIO , CAJO , AMBROSIO , alìi(- 
que fecundatam , precipue vero a CAROLO 
BORROMEO celemis Liudibus predicando , 
lìcer eticorum reliqutis abolitis , adattala Religione , 
reftituta Canonica difciplina , Immunitate Eccle- 
fiaftica religiofe fervata , aliifque gejìis , exemp Uf- 
que fingularibus decoratam . Accedebat autem ad 
Jblatium , quod a Vigilantiffimis Decejforibus No- 

/ìris 



37 
Jìris eos conftitutos audivmms Animarum Reóio- 

res , qui cum Regularium quoq; Ordinimi opera , 
pafcere aves verbo } prceire virtutibus , Sacramentis 
reficere , peccantes arguere , ignorante* docere , in- 
firmos , pauperes , & pufillanimes confolari y alia- 
que bis fimilia peragere confueverunt . Id unum 
proinde a Vobis etiam , atq; etiam requirimus , & 
praftolamur , ut acceptam gratiam per impofìtio- 
mm manuum Presbyterii non negligatis , jed au- 
geatis y (^ in voeatione , qua vocati eflis .> digne 
■ambulante $ , quce a Major ibus vejìris doéìrina ,, & 
exempio acccpiflis , implere gefliatis , ut Adjutorio 
ve/Ir o f uff uhi dirigamus Vìas Donimi , reftafqw 
cjus feviitas fimul faciamus . \ 

A Vobis etiam DEO Devota FIRGINES, 
qu£ Regnimi Mundi, omnetnq; Omatum Seculi 
contemnentes , toto corde Sponfum Ammarimi ve- 
{Ir arimi diliger e fpopondiflis , Eumdem exorandum 
fore non dubitamus , ut de throno Altitudinis [ufi 
Mìliti ere dignetur Sedium fuarum affìflricem Sa- 
pientiam no/ìris laboribus inhterentem , & miferi- 
corditer adferentem fpiritum confìlii & fortitw 
dinis , fpìritum f dentice y £9 pietatis, quofaóii for- 
ma gregis in Cbrifto faufie feliciterqyconcreditam 
Provinciam fubeamus . Et quoniam Infcr ut abili 
Divince P rovident ice Arcano fattum e/i , ut Curam 
Omnium immerentes tener emus; ne ex caufa imbe* 
eillitatis noftrtf , earumque virtutum defeffiu , quas 
tamhìfignis Ecclefice Regimen } & e oliata dignitas 

exigit , 



.3? 

exigit , ccelefles beneficenti^ alieni deficiant ; Vos 

etiam Dikétiffimi in Cbrifti Filii, qui eftis Populus 
acceptabilis , & acquifitionis , SeSlxtor honorum 
operum , vebementer cobortamur 9 ut in omni ora- 
tione y & obfecratione petitiones veftr# innotefemt 
prò nobis apud Deum, atque adjuvetis JVos in Ora- 
tionibus ve/ìris . 

Ctfterum Vos omnes Venerabiles Fratres > & 
DileSìiJJìmi in Cbrifto Filii ex animo deprecamur , 
ut ad B. VIRGINEM MARIAM DEI GENI- 
TRICEM, SS.BARNABAM f AMBROSIUM, 
CAROLUM BORRO MMUM , aliofque iflius 
Urbis , ® Dicecefis prtefentiffìmos Tutelar es 3 ac 
Patronos accurratis . Sicut enim in gravioribus 
aliis necejjitatibus paffi non funt a piis Alumnis 9 * 
vel Concivibus opem fuam unquam defiderari ; ita 
uberem nobis gratiam intuita meritorum vejìro- 
rum ab Auólore honorum omnium obtenturos fore 
confidimus . 

Prafidiis iftis innixi , atque muniti difeurre- 
mus y feflinabimus , fufeitabimus vos , fuperimpen- 
demur ipfi prò Animabtis veflris, & Boni Pafloris 
txemplo animam prò vobis ponere non dubitabimus : 
inflahimus opportune , importune , arguemus y in- 
crepabimus y & fi quando opus fuerit , defiruemus 
quoq; evellemus , diffipabimus } atq; ita Deo adju- 
vante commijjì muneris partes explere fatagemus , 
ut IESU CHRISTO PASTORUM PRINCI- 
PI , jETERNOQUE JUDICI Oves Juas de 

manti 



39 
manti noflra requirenti villicationis rationem red- 

dituri , pojjimus humiliter refpondere : Quos dedi- 
fli mihi non perdidi ex eis quempiam , fed infir- 
mum confolidavi , abje£him reduxi , Se quod pe- 
rierar conquifivi . Interim vero gaudium , Unga- 
nimitatem , & estera S. Spiritus charifmata om- 
nibus peramanter anmmciamus; Et Pax Dei, 
qutf exuperat omnem fenfumeuftodiat corda veftra, 
£5* intelligentias veflras in CHR1STO JESU 
DOMINO NOSTRO . 

Datimi Roma extra Portam Flaminiam die 
vi. Maji MDCCXXXVII 

Oltre l'avere manifestato al Clero , e Popolo 
Miìanefe i fentimenti del paterno fuo animo, 
volle Monsignor Arcivescovo avvifare l'Eccellen- 
tiSTirno Generale Coniiglio della fua preda venu- 
ta , e gli fcrifle quefti SènSì . 

Eccellenze . 

ALI' approjjìmarfi il da me al maggior fegno 
desiderato momento di portarmi alla refiden* 
za di code/la mia Chiefa , ho il vantaggio di preve- 
nire a VV. EE la notizia della difpofìzione , in cui 
fono , di mettermi col Divino ajuto in cammino a 
code/la volta dentro il projjìmo me fé . Spero , che la 
ingenua cordialità della Patria , beri efpreffa nella 
gentilezza delle EE. VJ^., fiaper pregare il Signo- 
re y perchè fi degni profperare il mio viaggio , e 
che vorranno accogliere con gradimento quefla par- 
te 






4° 

te del mio dovere , e ajjìcurarfi di tutta la mia più 

viva corrifpondenza , e prontezza , a palefarmi in 
ogni congiuntura coli opere , quale con pienezza di 
ftima, e con porgere alTAlttfftmo i più fervidi Voti, 
perchè abbondantemente ricolmi le cofpicue loro 
Perfone , e tutti codefli Popoli delle Celefli fue Be- 
nedizioni , immutabilmente mi raffermo 

Di VV EE. Roma 14. Dicembre 1737. 

Firm. Divotiffimo >ed obbligatiffimo Servidore 
Carlo Gaetano Arcivefcovo di Milano . 
Et fìgillat. &c. 

In calce . Ec e clienti ffìmi Signori Vicario di 
Provvifione , e Seffanta Decurioni della Città di 
Milano . 

A tergo . A loro Eccellenze . I Signori Vica- 
rio di Provvigione, e Seffanta Decurioni della Città 
di Milano . 

Nella prima radunanza del Generale Confi- 
glio fatta nell'anno 1738. partecipò così faufto 
avvifò la diligenza lodevoliffima del Sig. Vicario 
di Provvifione Marchefe Don Girolamo Cafti- 
glioni , che in quella Carica acceleratagli dalla 
gloriofa prevenzione dei ben diftinti fuoi meriti , 
e fòftenuta con applaufo comune ha dato gran 
faggio d'una prudenza molto fuperiore all'età fua; 
fu fubito ordinato , che fi difponeflero i conve- 
nienti apparati pel ricevimento di Monfignor Ar- 
vefeovo STAMPA, rimettane la cura al Tribu- 
nale di Provvifione, che prefcelfe per la fopranten- 

denza , 



4 1 

denza , e direzione due peripicaciiìimi Cavalieri , 

il Sig. Marchefe Don AleiTandro Teodoro Trivul- 
zio , ed il Sig. Don Antonio Tofcano . 

Si delegarono nello fteflb tempo dal Gene- 
rale Conliglio,per complire ai Confini dello Stato 
con Monfignor Arcivefcovo , nella fua pubblica 
venuta al Governo Spirituale di quella Chiefa , li 
Signori Marchefe Don Giacomo Fagnano , Conte 
Don Criftierno Stampa, Conte Don Gio. Bene- 
detto Borromeo Arefe, Conte Don Galeazzo Sor- 
bellone ; l'ultimo de' quali eletto non iolamenté 
per le pregievoli di lui qualità , ma altresì per 
l'oiTervanza di quel fegnalato Privilegio ,. che que- 
lla Metropoli nel giorno 4. Novembre 1587. ila- 
bill di concedere al fu Sig. Cardinale di San Gior- 
gio Gio. Antonio Sorbellone Cugino di San Carlo 
Borromeo , ed a tutti i Difendenti Mafchi dei 
Signori Conti Gio. Battifta , ed AleiTandro Sor- 
belloni di lui Nipoti , in contraiTegno della pub- 
blica gratitudine al favore dell' efficaciffimo Pa- 
trocinio compartitole dal fuddetto Porporato, eoa 
ottimo fucceiTò , nelle più ardue congiunture di 
que' tempi ; Privilegio, che fra le altre cofe portò 
a' Signori Sorbelloni la prerogativa di porre l'Ar- 
ma della Città nello flemma della Nobiiiih ma loro 
Famiglia , e di potere uno d'etli , volendo , inter- 
venire , iempre che occorra di mandarli dalla Cit- 
tà Ambafciadori d'onore per complimenti , o in- 
contri a quali! voglia Principe , o Signore . . 

F Rifpofe 



4* 

Rifpofe la Città di Milano a Monfignor Ar- 
civefcovo con efpreffioni del Angolare godimento 
recatole dalla notizia del fuo profilino arrivo al 
Governo Spirituale di quefta Chiefa; e perchè ar- 
dentemente bramava di vederlo prettamente con 
quel Sacro Fregio , di cui tanti Precettori furono 
decorati , mofle con ferventiflìme fuppliche il 
Padrone Auguftiflìmo ad interporre per sì conve- 
nevol fine gli Uffizj della fua Cefarea Real Pro- 
tezione . 

Spiegata quefta nella Corte di Roma , giunte 
quel giorno con impazienza afpettato da' pubbli- 
ci defiderj , che portò Monfignor STAMPA alla 
Porpora . Si divulgò la faufta nuova alli 26. di 
Febbrajo 1739. participata in detto giorno da Sua 
Eminenza col mezzo del fuo Segretario dell' Am- 
bafciate all' Eccellentiflimo Vicario di Provvifio- 
ne Don Alberto Vifconti d'Aragona , per le fue 
rare prerogative la terza volta giunto ad efercita- 
re sì cofpicua Dignità , ed univerfale fu il giubilo, 
al rifàperfi una così degna promozione , da cui ve- 
niva fatta giuftizia alli tanti meriti del ragguar- 
devole Prelato , continuata la Metropoli nel deco- 
rofo poflèflò, d'avere per fuo Arcivefcovo un Car- 
dinale , ed accrefciuto il luftro ad una Famiglia 
Patrizia infigne per tanti Eroi fegnalatifi nelle 
Corti , nel Foro , e nelle Armi , fra quali , per ta- 
cere di tanti altri . 

Il Conte del S, R. L Giovanni Stampa Scu- 
diere 



43 
diere dell' Imperadore Carlo Magno , che dalle 

Gallie trafportò in Italia il fuo Illuftre Cafato , 
da cui fu pofcia nel 1009. qui {labilità la per- 
manenza . 

Lanfranco del 1119. eletto fra trentacinque 
Decurioni Milanefi . 

Baldiccione , che ottenne il Feudo nel 1 168. 
con dominio libero , ed alToluto di Moncaftello ; 
Signorìa da' Conti Stampa comperata collo sborfò 
di un rilevantiffimo contante fatto a* Popoli Ale£ 
fandrini , che lo convertirono in far fabbricare la 
Cattedrale di Aleflandria, in tal tempo eretta 
in Città coiraflenfò del Pontefice Aleflandro III., 
e delP Imperadore Federico Barbarofla . 

Guido per faviezza eccellente, e per Lettere 
eruditiffimo . 

Marco Principe accorto nella Fazione Gi- 
belina . 

Giovanni , che introdufle il Duca Francefco 
Sforza in Milano .. 

Francefco prode difenfore di Cremona nell' 
invafione de" Galli . 

Pier Martire gran Miniftro del detto Duca , 
da lui in un Diploma 5. Giugno 1524. commen- 
dato con quefte efpreffioni : Se ita paucos habere, 
quos cum Senatore Potrò Martyre Stampa confer* 
re pojfet . 

Maffimiliano Ambafciadore Ducale negli af- 
fari di maggior importanza, Procuratore nel trat- 

F 2 tato 



44 ^ 
tato di Pace fra il Duca Sforza , ed i Re di Fran- 
cia, e d'Inghilterra, e le Repubbliche di Venezia, 
e Firenze , ed Alfonfo Duca di Modena , e Fer- 
rara ; Governatore , e Prefetto di tutte le Città , 
e Fortezze del Ducato , e prefcelto al grand* ono- 
re di fpofàre a nome del fuo Sovrano in Brufèles 
Chriftierna figlia del Re di Danimarca, e Nipote 
di Carlo Quinto Imperadore , da lui trattata con 
ifplendidiffimo accoglimento nella Tua Villa di 
Cufàgo , e pofcia riconfègnata vedova al fuddetto 
Monarca di lei Zio , da cui in premio della invio- 
labile fedeltà venne quegli confermato nella_. 
Reggenza del Cartello di quefta Metropoli , oltre 
eiTergli flati conferiti molti altri titoli , privilegi , 
ed onori , fra i quali cofpicua fu la carica di fuo 
Cameriere , ed Intimo Configliere Cefareo di 
Stato . 

Due Ermeti , l'uno Prelato , e Senatore , da 
'Cefàri , e da Pontefici lodato con ragguardevoli 
encomj in più Brevi, e Diplomi, l'altro Marchefe 
di Soncino , Configliere di Stato diftinto negli 
onori da Filippo III. Re delle Spagne , che fra gli 
altri premj lo dichiarò Feudatario di Cufago . 

Don Uberto Conte del S. R. I. , degniffimo 
Patrizio , di cui non perirà mai la memoria , che 
dopo eflerii diftinto nelle Armi fotto le gloriofe 
Infègne del Monarca Auftriaco delle Spagne , fu 
col Sig. Conte Gio. Battifta Scotti , dalla Patria 
prefcelto a prefentare in di lei nome gli omaggi al 

Sere- 



Sereniamo Sig. Principe Eugenio di Savoja Ge- 
nerale Comandante delle Armi Cefaree , e dall' 
Imperadore Giufeppe creato Cavaliere della,. 
Chiave d'Oro, ed Intimo Confìgliere di Stato ^ 
indi efaltato dal Regnante CARLO SESTO al 
Grandato di Spagna con tutti li Primogeniti della 
Nobiliffima fua Stirpe in infinito , e nuovamente 
creato fuo Intimo Confìgliere di Stato , ed ebbe 
l'onorevoliffima Carica di fuo Ambafciadore , e 
Plenipotenziario Cefàreo preiTo la Corte di Por* 
togallo foftenuta con fomma lode , con generofo 
dispendio ; Indi da Sua Maeftà onorato della rag- 
guardevole deputazione per fervire nei 171 3. la 
Reale fua Spofa ELISABETTA CRISTINA 
nel viaggio da Cattalogna a Milano . 

Sua Eccellenza il Signor Conte Don Carlo 
Stampa fratello dell' Eminentiflìma Arcivefcovo, 
Conte del S. R. I. , Cavaliere della Sacra Religio- 
ne di Malta, Perfonaggio inlìgne nelle Armi , pa£ 
iato di Cariche in Cariche con quella celerità, 
con cui feppe meritarle , cioè di Generale di Bat- 
taglia dell' Efercito Cefareo nel Regno di Porto- 
gallo , di Tenente-Marefciallo di Campo , di Ge- 
nerale d'Infanterìa (titolo, di cui è tutt' ora fre- 
giato) e di Comandante dell'Artiglierìa nelP In- 
fubria Auftriaca ; Indi onorato da S. M. C. C. 
coli' importantifiìma comraeffione di prendere, 
anche a nome del Sacro Romano Impero , il po£ 
fefTo dei Ducati di Parma, e Piacenza, governare 

quelle 



*6 
quelle Provincie , e contenere in efatta dilciplina 
le Truppe (imprefà in quelle fcabrofe circoftanze, 
a vifta delle più attente oflervazioni de' Miniftri 
delle principali Potenze dell'Europa colà concorfi, 
mirabilmente condotta con piena fòddisfazione^, 
de' Popoli , dalli quali fu acclamato col gloriola 
nome di Padre) premiato dalla Cefarea Clemen- 
za col Angolari/fimo Carattere di fuo Commeffa- 
rio Plenipotenziario in Italia , e con quello di at- 
tuale Intimo fuo Configgere di Stato , oltre alla 
conferma del fuddetto ragguardevole titolo di 
Conte del Sacro Romano Impero ancora a bene- 
fizio de' fuoi Fratelli , e Difcendenti (titolo con* 
ferito a quella Illuftre Famiglia prima de' tempi 
delF invittiffimo Carlo V. , e nella medefima con- 
tinuato fino al giorno d'oggi) e pofcia nell* ultima 
guerra d'Italia prefcelto dal Regnante Augullif 
fimo alla cuftodia , e governo della Città di Man- 
tova , fola allora fra tante Piazze in potere de* 
Cefarei, per più mefi ferbata , con eguale ìàviezza , 
e valore, illefa dal Blocco di tre potenti Eferciti , 
mantenuta tempre di Vettovaglie, e rela contenta 
•delle flie ottime provvidenze in que* tempi eftre- 
maraente difaftrofi ; Perfonaggio , che in tutti i 
■fuccennati , ed altri impieghi Militari , e Politici 
41 dato con fòmma attività , e prudenza alla Corte 
Ce/àrea , ed a* Popoli continue prove della coltan- 
tiflìma fua fedeltà , e zelantiffimo amore . 

E finalmente il Sig. Conte Don Criftierno 

degni£ 



degniflìmo figlio dell' emerito Patrizio , e Grande 
di Spagna Sig. Conte Don Guido , Nipote di Sua 
Eminenza , Conte del Sacro Romano Impero , 
parimenti Grande di Spagna, poco tempo fiu, 
creato Cavaliere dell' Inligniffimo Ordine del 
Tofon d'Oro , che va feguendo le orme de* fuoi 
grand' Avi . 

Alla gloriofa promozione del gran Prelato di 
quefta Nobiliffima Cafa , celebrata da' Signori 
Conti Stampa Fratello , e Nipote del Sig. Cardi- 
nale Arcivefcovo con diftintiffimi fegni del mag« 
giore contento, ricchiffime repplicate illuminazio- 
ni di tutto il loro Palazzo , generofè limoline a po- 
veri, abbondanti Fontane di fcelto Vino,efblenne 
funzione di MeiTa , e TeDeum con invito di No- 
biltà,con vago apparato,e con ifquifitiffima Mufica 
nella Chiefa di San Fedele delli RR. Padri della 
Compagnia di Gesù , funzione Angolarmente di- 
ftinta da molti sbari della grolla Artiglierìa di 
quefto Reale Cartello , applaudirono ancora le 
pubbliche rimoftranze d'allegrezza , e di ftima.. 
verfb il novello Porporato (uniformi alle già date 
dalla Città , quand' ebbe la faufta nuova della di 
lui elezione a quefta Mitra) ; gareggiarono tutti i 
Nobili , e fpecialmente i Parenti della Eminenza 
Sua, per manifestarle in più guilè l'eccefliva loro 
confolazione . Vollero palefarla ancora le Sacre 
Claufure, fra le quali, le Angeliche dell' Infigne 
Moniftero di San Paolo, ove lodevolmente vivono 

tre 



48 
tre Sorelle , altrettante Nipoti , e due Cugina 

dell' Eminentiflìmo Pallore , fecero ornare con 
vago apparato , e difpofizione di Lumiere , Tor- 
chj , e copiofiffimi lumi , l'efteriore grand' atrio , e 
l'intimo corridore del Chiodo . Il Popolo tutto 
in copiofiffima folla concorle a lolenneggiare la 
Fella fatta dal Clero Metropolitano col Sacro 
Canto dell' Inno Ambrofiano , a cui intervenne 
la Nobiltà in fòntuofiffima gala . 

Era obbligo del Generale Configlio il ren- 
dere fubito a Noflro Signore gli oflequiolì ringra- 
ziamenti ^ per avere in tal guifà compiuta l'opera 
della paterna di lui propeniìone verfò quella Me- 
tropoli , e raflegnolli con li fenfi qui eipreffi . 
BEATISSIME PATER . 

ARchiepifcopum optimum Divino mimere No- 
bis datum fuperna beneficenza Beatitudinis 
Veftra ad prcsclariffimam Sacra Purpuree digni- 
tatem evexit , quam bujas Ecclefìa amplitudo , 
bujus Metropolis decus , omnium JVoftrtf Urbis 
Ordinum Vota tam digno P ree futi jam pridem 
aufpicabantur . Fervet in prxfens officiofa cemula- 
tio inter publicos , privatofque Mediolanenfium 
plaufus , dum effusa hilaritate prò fé quifque con- 
tenda accepti beneficii fenfum profiteri . Inter bac 
tamen ea ISfos cura non parum folicitat , quod 
grati animi dignam fìgnificationem teftari minime 
valemus BEATITUDINI FESTRjE , cujus 
amor, & munificentia noftram nimium fiuperat fa- 
cilita* 



49 
cuUatem . Reddimus propìerea quas pojfumus gra- 

tias,& quod unum in Nòbis e fk y perenne obfe- 
quium loco officii exbibemus , faufta omnia affiduis 
precibus apud Deum Optimum Maximum impe- 
trarvi BEATITUDINI VESTRjE , cujus 
Paternam, & Apoflolicam Benediftionem advo- 
hiti Sanóìijfimis Pedibus demijfijjìme imploramus . 
SANCTITaTIS VESTRJE . 

Mediolani 4. Martii 1739. 
Humillimi > & Obfequentiffimi Servi 
Urbis Prafettus , & Sexaginta Decurione s Givi- 
tatis Mediolani . 

Lo fteilb Ufficio fu efeguito ancora con S. M. 
C. C.,a cui quello Pubblico nella fèguente Let- 
tera umiliò il rifpettofillimo conofcimento, d'ave- 
re nel nuovo Porporato una ben memorabile.» 
riprova della Imperiale di lei beneficenza , e 
Protezione . 

SACRA CESAREA CATTOLICA 
REALE MAESTA\ 

QUanto forti erano i motivi di proccuran 
la promozione del nofiro Arcivefcovo alla 
* Sacra Porpora da noi rapprefentati alla 
CESAREA CATTOLICA MAESTÀ' VO- 
STRA , allorché s impetrarono gli Ufficj della 
Sovrana fua protezione alla Corte di Roma , al* 
trettanto urgenti fono quelli , che , vedendofi ora 

G con* 



eonfolate da SUA SANTITÀ le pubbliche vra- 
me , ci portano a rajfegnare , come umiliffimamente 
facciamo , le maggiori , e più vive grazie al glo- 
riofo Trono della MAESTÀ' VOSTRA, a cui 
deve fi Tejfere noi confermati nella onorevole prero- 
gativa, di avere un Paflore Cardinale , con quegli 
ottimi effetti , che ne derivano , e faranno un con- 
tinuo foggetto della pubblica ojfequiofijjìma rico- 
no fcenza . 

Supplichiamo perciò la MAESTÀ VOSTRA 
a voler degnarla di un Clementiffimo aggradimen- 
to , ed a mirar fempre colla innata Eroica fua 
propensione quefia Metropoli , come la più coftante 
nelì antico fedelijjimo Vaffallaggio , come la più 
follecita nel proccurare di meritar fi TAugufliffimo 
Patrocinio , e più bramofa di vedere profperato 
dal Cielo in tutti i tempi il grande Imperio della 
MAESTÀ VOSTRA CESAREA CATTO- 
LICA, a cui c'inchiniamo con profondiffima umi- 
liazione 

Della S. G C. M. V. Milano 9. Marzo 1739. 

Umiliffìmì y ubbidientijjtmi Sudditi, e Va/falli 
Il Vicario di Provvifione ,e Sejfanta Decu- 
rioni delia Città di Milano . 
Quefti fìnceriffimi Tributi della pubblica^ 
ìndifpenfàbile riconofcenza accompagnati da al- 
tre Lettere fcritte agli Eminentiffimi Cardinali 
Protettore della Germania , e Palatini , Monfi- 
gnor d'Harach , e Supremi Miniftri di Vienna 

(da 



JPI 

(da ognuno de' quali fi refero gentiliffime rifpofte, 
come feguì anche in congiuntura delle fuppliche 
traimene, per confeguire la fuddetta promozione) 
ebbero la forte d'incontrare in arabe le Corti un 
benigni (limo gradimento , e ben ne fegnano le ri- 
marchevoli efpreffioni il Breve Pontificio , e.* 
l'Imperiale refcritto , che qui s inferirono • 

CLEMENS PP. XII. 

Dllefli Filii JVobiles Viri Salutem,& Apojìo* 
licam Benediólionem . Extulimus ad am» 
pli/Jìmum Romance Purpuree honorem DileSium 
Filium Noflrum Cardinalem STAMPAM > ita 
fané pluribus , maximifque geflis muneribus , atque 
exantlatis laboribus prò bac SanóìiJJìma Sede prò» 
meritum . Quod cum in inclyta Veftra Civitatis 9 
ac Dioecefìs decus ,(§ laudem verterti, gavifi % 
profetato fumus , in ea re Nobilitatibus Ve/Iris ante 
oculos obverfatam fuiffe paternam benevolentiam , 
qua plurima eximii Veftri erga Nos , atque Apofto- 
licam Sedem obfequii Vicem retribuimus ; Afìaf* 
que ideirco JVobis immortales gratias prò teftimo- 
nio accepimus , nimquam apud Vos intet morituram 
Ponti fictee benignilatis mtmoriam , eamque debito 
cultu , ac Venerazione profequuturos . JVos invi- 
cem Apojlolicam Benedicìionem Vobis Dileòli Filii 
Nobile s Viri peramanter impertimur . Datum Ro- 
mee apud Sanùtam Miriam Majorem fub Annu- 

G 2 lo 



lo Pifcatoris die fecunda Aprilis MDCCXXXIX. 
Pontificatus Noflri Anno Nono . 

Firmat. Joannes Vincentius Luche finius . Et 
figillat. &c. 

A 'tergo . Dileflis Film Nobilibus Viris Pre- 
fetto , & Sexaginta Decurionibus Confìtti Genera- 
lis Civitatis Medìolani . 

DON CARLO per la Divina Clemenza Im- 
peratore de Romani , fempre Auguflo , Re 
della Germania, di Cafliglia, di Leone ,d 'Aragona, 
delle due Sicilie , di Gerufalemme , d'Ungheria , 
Bohemia , Dalmazia , Croazia , di Navarra , e del- 
le Indie ec. Duca di Milano , di Parma , Piacenza, 
e Mantova . 

Illuftre Magnifici , Spettabili , Nobili , fedeli, 
e Noflri Diletti . Il rendimento (incero di grazie, 
che con Voflra Carta fegnata il giorno 9. dello fcor- 
fo mefe ci avete umiliato per la Noflra Clementif- 
fima Protezione efer citata con buon' effetto pel con- 
feguimento della Sacra Porpora al nuovo Arci- 
vefcovo di codefla Noflra Metropoli , l'abbiamo ri- 
cevuto , ed aggradito , qual vero atteflato della Vo- 
flra comune confolazione , e pari riconofcenza . Spe- 
riamo pertanto di vedere non inai fempre conti- 
nuato per Noi il voflro fludio , ed amore , come in- 
celante vi ajjìcuriamo la Noflra cordiale accetta- 
zione, e paterna benevolenza in tutto quello, che 
poffa riguardare la voflra confolazione, che è flato 

uno 



nno de* motivi , che ci hanno indotto a follecitare 
la degna promozione di codeflo Arcivefcovo . Dì 
Vienna d 1 1 . Aprile 1739 

Firmat . CARLO . V. Marchio de Villafor P. 
V.Comes CervelloniusConf. V.PofitanusR. V.AU 
varez R. V. Marchesi R. V. Cerati R. V, Caval- 
li R. Paolo Bermudez della Torre . > 

A tergo . Alt Illuflre , Magnifici , Spettabili, 
Nobili , fedeli Nojlri Diletti Seffanta del Configlio 
Generale , Vicario , e Dodici di Provvigione della 
Noflra Città di Milano • Et figillat. cum figilfo 
Regio . 

Non terminò qui il contento della Città di 
Milano per la promozione del fuo Arcivefcovo ; 
Fu ella altresì fpettatrice d'una Sacra Ceremonia 
non mai più veduta ; Era già il Pallore zelanti^ 
fimo privatamente giunto allo Spirituale Gover- 
no di quella Chiefa nella metà di Luglio 1738., 
onde fu da Roma fpedito a portargli la Berretta 
Cardinalizia Monfignor Domenico Volpi Came- 
riere fegreto di Noftro Signore , con particolar 
Breve di delegazione Pontificia , per compire la 
funzione , appoggiata a Sua Eminenza il Signor 
Cardinale Borromeo , Zio materno del novello 
Porporato . 

Nello riabilito giorno iy. Aprile andò l'Emi* 
nentiffimo Delegato col feguico di molte Carroz- 
ze , e con decorofo accompagnamento all'Arci- 
vefcovile Palazzo , ne* di cui Portici , vada Gale- 
ria, 



54 
ria , e prime Sale flava affollato il Popolo ; Si fe- 
cero vicendevole complimento i due Confangui- 
nei Principi di Santa Chieià, e portatili entrambi 
alla Cappella , in cui era la primaria Nobiltà in 
vaga sfarzofiflima gala , fletterò prefenti al Divino 
Sacrifizio , indi feduti fòtto del Trono , fatto leg- 
gere il riferito Breve , e prefentata da Monfignoi? 
Volpi air Eminentiffimo Borromeo la fuccennata 
Berretta , quefti la pofe in Capo al Sig. Cardinale 
Arcivefcovo , che poi fòttrattoii per ifpogliarfì 
degli Abiti Pavonazzi , comparve fra poco col 
Manto Purpureo fòtto del Trono , e {piegarono la 
gran fefta più cori di fquifita Mufica . 

Recitò di poi una elegantiflima latina Ora- 
zione il Propofto Generale de 1 RR. Obblati Si- 
gnor Dottor Gafpare Migliachetti , che data alle 
Stampe a giuftamente riportati gli encomj di 
tutti , e maffime de* Letterati , e chiufe la funzio- 
ne Unno di ringraziamento col fuono di tutte le 
Campane di Milano . 

Compiuta quella con pubblica acclamazione 
fi pafsò a filTare i giorni pel complimento da farli 
a Sua Eminenza in Lodi , fecondo lo ftile , e pel 
fòlenne di lei ingreffo in quefta Metropoli . 

Andato avanti il Sig. Dottore Mafnago con 
il Sig. Dottore Calino a difporre il Ceremoniale , 
s'incamminò rEminentiffimo Arcivefcovo con— 
Monsignor Don Rocco Lunati (uo Maeftro di 
Camera , e col feguito della fua Coree al Moni- 
fiero 



57 

fiero dello Spedaletto de' RR. Padri dell' Ordine 

di San Girolamo . Vennegli incontro in tiro 
a fei fino alla Villa di Livraga il Reverendifll- 
mo Padre Abate Generale Serponti in abito ; il. 
quale dopo avere complito con fua Eminenza fu 
tatto entrare nel di lei Sterzo , avendogli ceduto 
il luogo Monfignor Lunati poftofi in altro de* 
fèguenti . 

Giunto il Sig. Cardinale Arcivefcovo al fud- 
detto Moniftero, e fmontato alla Porta della Chiefa 
(nella di cui Piazza era fòtto le Armi fchierata 
una Compagnia di cento Dragoni a Cavallo man- 
data colà da Sua Eccellenza il Sig. Conte Gover- 
natore per fervido fino a Lodi) fu accolto da' Pa- 
dri in ordinanza col fuono delle Campane, ed 
Organo ; benedifle gli Aitanti coir Afperfòrio 
prefentatogli dal fuddetto Padre Abate Genera- 
le^ dopo breve Orazione all'Altare Maggiore, 
pafsò al deftinato Appartamento , ove fu magnifi- 
camente trattato da' RR. Padri , ed inchinato da' 
Monfignori Don Gaetano Caftiglioni Arcidia- 
cono , Don Antonio Verri , Don Antonio Cor- 
bella delegati dal loro Capitolo Metropolitano 
colà portatifi , per accompagnarlo a Lodi . 

Preflò le 20. ore del 26. poftofi in Lettiga 
col Padre Abate Serponti, a Croce alzata profeguì 
il viaggio per quella Città, coli' accompagnamento 
de* fuddetti Monfignori , e feguito della fua Cor- 
te , fcortato dalla Soldatefca , che fervivagli di 

van- 



* 6 

vanguardia , e retroguardia . 

Giunto alla Villa di San Martino , tre miglia 
difcofta da Lodi , vennegli fatto il complimento 
da Monfìgnor Patriarca Mezzabarba Vefcovo di 
quella Ci tea , che aveva in feguito non pochi Ca- 
valieri Patrizj , e copiofa Cittadinanza ; l'inchinò 
anche il Sig. Generale Wetes Comandante della 
Piazza iervito da molti Ufficiali , e Soldati , nell* 
atto di efibirgli per quella congiuntura il fervig- 
gio della Soldatefca . 

Rjfpofe l'Eminentiffimo Prelato con umani£ 
fimi fenfì di gradimento , e di (lima , indi , fatto 
afeendere nella Lettiga Monfìgnor Mezzabarba 
al luogo del Padre Abate Serponti , che fall nel 
primo de' ieguenti tiri a fei , pervenne a quella 
Città , falutato con 30. fpari d'Artiglierìa_ , 
e fuono di tutte le Campane ; accolto co' viva 
di tutto il Popolo , che non ceflava di ammira- 
re la maeftà del porporato Principe congiunta a 
tanta piacevolezza . 

Smontato dalla Lettiga Monfìgnor Patriarca 
Mezzabarba fi poie col fuo Capitolo in abito a 
ricevere Sua Eminenza fuori della Porta della 
Cattedrale , fu la di cui Piazza ftavano fchierate 
in bella ordinanza cinque Compagnie d'Infanterìa 
con Bandiere fpiegate ; le porle l'Alperibrio ; l'ac- 
compagnò all'Altare Maggiore , e (dopo compiuti 
i foliti riti) all'Appartamento fattole preparare 
nel Vefcovile Palazzo . 

Com- 



*7 
Comparve quella fera maeftofamente illumi- 
nato il Vescovado in ogni fua parte interiore , ed 
efteriore , ( azione imitata da quella Città , e da 
molti Nobili); fece Moniìgnore fuddetto diftri- 
buire a Poveri copiofe limoline , fervi il Sig. Car- 
dinale con ifplendido trattamento , né vi fu chi 
non bramafle di dargli i fegni di una vera fiima , 
effendofi prefentato anche un Capitano, d'ordine 
di quefto Eccellentiffimo Sig.Conte Governatore, 
ad offerirgli , con un'altra già fchierata Compa- 
gnia, la Guardia del Vefcovile Palazzo , quale fu 
fubito dalla Eminenza Sua licenziata , con rendi- 
mento di grazie, convenevole regalo al Capitano, 
e mancia abbondante pe' Soldati . 

Si trovarono pronti in Lodi i Perfònaggi 
Delegati a complire con l'Eminenza Sua , e , 
prefilfo alla funzione il fufleguente giorno, furo no 
i primi ad efeguire queft' uffizio in nome del 
Capitolo Metropolitano i fuccennati Monfignori 
Caftiglione Arcidiacono , Verri , e Corbella fe- 
duti , e coperti , indi li prefentarono i Signori 
Ambafciadori di quefia Città , accrefciuti dal 
Generale Confìglio ai numero di otto , quando 
intefe la promozione di Monfignor Arcivefcovo 
alla Sacra Porpora , efiendo fiati aggiunti i Signo- 
ri Marchefè Don Teodoro AlefTandro Trivulzio , 
Marchefe Don Pio Pallavicino , Conte Don Fi- 
lippo Archinto , e Conte Don Antonio Barbiano 
di Belgiojofò . 

H Uni- 



Unitifi quefti nella Cafa Modigliani (ove 
ebbero un Splendido trattamento dal Sig. Marche- 
fe Fagnani loro Decano , e Cognato dei Sig. Car- 
dinale Arcivefcovo) fi portarono verfb le ore 14. 
alla Cattedrale con abiti della più ricca gala , e 
corriipondente feguito di belliffime Livree ac- 
compagnati dal Signor Ceremoniere Dottor MaC 
nago , ricevuti dalla Corte di Sua Eminenza a 
capo della Scala , incontrati dal Sig. Cardinale alla 
porta dell'Anticamera, che efee nella Sala delli 
Staffieri . 

Pofto piede nella Camera dell' Udienza , fe- 
duti , e coperti efpofero colla voce del Cavaliere 
Decano, in brieve elegantiffimo difeorfo, i rifpet- 
tofi fentimenti del Generale Configlio , palefan- 
dogli il fommo contento d'avere forato un così 
degno , e qualificato Arcivefcovo , e di vederlo 
fregiato della Sacra Porpora tanto da lui merita- 
ta , come altresì la pubblica premura di accoglier- 
lo nel fuo (bienne Ingreflb co' fegni maggiori di 
allegrezza , e di ftima , e di continuargli Tempre 
le più diftinte riprove di un fincero collante ofle- 
quio , ed ebbero molta compiacenza in udire le 
gentili efpreffioni del Sig. Cardinale Arcivefcovo, 
che nel corri fpondere a queft' Ufficio manifettò le 
fue fingolariflime doti , trattando i Signori Ara- 
bafeiadori col titolo di ECCELLENZE . 

Terminato il Complimento gli accompagnò 
l'Eminenza Sua fino a due terzi , e più della Sala 

delli 



S9 

delli Staffieri, d'indi la dì lei nobil Corte alla 

metà delle Scale , e di poi il Sig. Ceremoniere 
fino alla Cattedrale . 

Entrarono di poi ad efporre i loro compli- 
menti all' Eminentiiììmo Arcivefcovo i Signori 
Delegati dell' Infigne Collegio de' Signori Giu- 
dici, Conti, e Cavalieri di Milano Marchefe Don 
Ermes Radenafco , Don Carlo de Capitanei, 
Marchefe Don Girolamo Caftiglione , e Conte 
Don Francefco Refta in abito di Toga , trattati 
da Sua Eminenza con tutti i fegnali della cor- 
tesia , e del ri/petto , e col titolo di Illuftriffimi . 

Coli' ifteffo Ceremoniale , e titolo furono 
immediatamente dopo di loro accolti i Signori 
Confalonieri Don Dionigi, Conte Queftore Don 
Ansberto , e Dottor Collegiato Don Corrado , i 
quali a nome di tutta la Famiglia efpofero il fom- 
mo contento, che avevano, in vederli vicini a pre- 
flare all' Eminenza Sua i rifpettofi fervigi a loro 
conimeli] dagli antichiffimi Privilegi . 

Andarono in appreffo ad inchinare l'Emi- 
nentiffimo il Sig. Governatore di Lodi , gli Uffi- 
ciali di quella Fortezza , i Rapprefentanti delle 
Collegiate di Milano, i Delegati del Capitolo 
di Lodi con lordine fòlito , e furono cortefe- 
mente ricevuti , e cogli atti della più fina parzia- 
lità licenziati . 

Al dopo pranzo di quel giorno iftefìb refti- 
tuitofi alla Chiefà il Sig. Cardinale Arcivefcovo 

H 2 pre- 



6o 
preceduto dal Capitolo , e da Monfignor Mezza- 
barba con Croce parimente alzata , dopo l'ufàto 
Ceremoniale , e rito intraprefe il viaggio inverfo 
il Moniftero de' RR. Padri Ciftercienfi di Chia- 
ravalle . 

NelP ufcire di Lodi applaudirono il Popolo 
co' viva , la Piazza col rimbombo del Cannone , 
le Chieie col fuono di tutte le Campane , la_, 
Guernigione di quel Cartello con tutti gli onori 
Militari . L'accompagnò Monfignor Mezzabarba 
nella fteffa Lettiga fino alla Villa Torretta, fin' a 
dove lo fcortarono pure le predette Guardie a 
cavallo , e Seguirono molte Carrozze coi concorfò 
degli Ufficiali , de' Cavalieri , e del Popolo . Qui 
furono licenziate da Sua Eminenza le Guardie 
con una generofa mancia , e ragguardevole regalo 
al loro Capitano , e dopo le reciproche efpreffioni 
di congedo, fi reftituirono quegli alla Città di Lo- 
di , e s'incamminò colla fua Corte l'Eminentiffi- 
mo al detto Moniftero di Chiaravalle, dove gli 
convenne trattenerli fino al giorno del Tuo {bien- 
ne ingreflb in quefta Metropoli (per cui erano già 
prevenuti dal Sig. Ceremoniere Dottor Mafnago 
i Regj Tribunali , gli ordini Civili , e con lettere 
particolari , e pubblici Editti erafi avvifato il Cle- 
ro , ed il Popolo) , non permettendogli il rito in- 
violabile della fua Chiefa di frapporre alcun' atto 
pubblico. 

In quello intervallo ebbe Milano la bella for- 
te 



6x 

te di godere di un feliciffimo avvenimento . Sep- 
pe da recente avvifo , che farebbe, a due di Mag- 
gio,venuta ad onorare queftaMetropoli,con l'ama- 
biliffima fua prelènza, la Sereniflìma Signora Arci- 
ducheffa d'Auftria MARIA TERESA Primo- 
genita del noftro Auguftiffimo Imperadore Re- 
gnante, Erede prefuntiva de' di lui Stati Ereditar}, 
e Spola del Sereniffimo Signor Duca di Lorena 
Gran Duca della Tofcana . 

Splendidamente addobbato in tutte le Sale ^ 
ed Appartamenti il gran Ducale Palazzo co' più. 
prezlofì Arazzi , e Supellettili, che li Nobili anno 
avuto a gloria di contribuire , non potendo Sua 
Eccellenza il Sig.Conte Governatore nell'anguftia 
del tempo in altro modo provvedere al decoroso 
ricevimento dell' Augufta Principefla; Date dal 
Sig. Marchete Don Girolamo Pozzobonelli (Ca- 
valiere di ammirabile deftrezza,ed ingegno da 
Sua Eccellenza prefcelto, fra li tre degniffimi Per- 
fognaggi dalla Città nominati, all' onorevole uffi- 
zio di AppolTentadore Maggiore) le diipofizioni, 
per allogare nelle vicinanze glrequipaggi ancora 
di S. A. R. il Sig. Gran Duca della Tofcana , e del 
Sereniffimo Signor Principe Carlo di Lorena, i 
quali pure fi attendevano , e preparato altresì 
dallo flefTo Cavaliere il convenevole albergo pei 
fuddetto Sig. Principe Carlo nella Cafa de' Signo- 
ri Conti Durini,pel Sig. Maggiordomo Maggiore 
Conte d'Erbeftein in quella del Sig. Conte Don 

Giù- 



6ì 
Giufeppe Imbonati , e altrove per diverfe altre 
Perfone del Reale Corteggio , era quefto Pubbli- 
co nel!a più anfiofa afpettazione di vedere la Rea- 
le Principeffa , di cui tanto parlava la fama , e 
rinnovarli la fomma gioja provata già nel fortu- 
nato accoglimento degli Auguftillìmi di lei Geni- 
tori , e non era quafl capace il Ducale Palazzo per 
contenere la folla dei primarj Perfonaggi , Mini- 
ftri, e Cavalieri d ogni rango, fino dalle prime ore 
di quel giorno, in nova fontuofiflìma gala accori!, 
per riverire la Sereniflìma Signora Arciduchefla 
nel momento del iòfpirato di Lei arrivo . 

Giunfe alla fine verfo le ore 22. falutata da 
triplicati fpari di tutta l'Artiglierìa del Reale 
Cartello , e prima dai pezzi , che il Sig. Sovrain- 
tendente Generale dell' Urbana Milizia Conte-» 
della Riviera fece a queft' effetto difporre fu le 
Mura di Porta Romana , per cui S. A. R. entrò , 
e dove il Generale Confìglio aveva rifòluto di 
portarli col Sig. Vicario, e Dodici di Provvifìone 
qd umiliarle i primi Omaggi , e prefentarle con 
formalità le Chiavi delle Porte Principali della 
Città ( funzione che ivi non fu , d'ordine Su- 
periore efeguita per cagione della dirotta piog- 

All'udire da lontano i feflofi viva del Popolo 
fcefe dalle fqale del Palazzo Sua Eccellenza il 
Sig. Conte Governatore , con tutto quel feguito, 
che il luogo poteva capire ; Ricevè S. A. R. allo 

fmon- 



6 Ì 

{montare della Carrozza , ed in mezzo al gran 
Corteggio la fervi al di lei Appartamento fino 
alla Sala del Baldacchino, ove, fra poco intervallo, 
fu arameffo il Generale Configlio a compire gli 
Ufficj del fuo ofTequio, ed al bacio della Real 
Mano , dopo averle il Sig. Vicario di Provvifione 
Don Alberto Vifconti d'Aragona fatto, in nome 
pubblico , un complimento degno della fua gran 
mente , e prefentate le fuddette Chiavi fu Bacile 
d'argento dorato , che tenevafi da un di lui Figlio 
di vago alpetto in abito del maggiore sfarzo . 

Chi non vide le vaghe copioliflime illumina- 
zioni , le fefte fatte per palefare il giubilo univer- 
fale recato dalla di lei Augufta prefenza , la forn- 
irla follecitudine , colla quale tutti i ragguardevoli 
Perfonaggi , i Tribunali , i Corpi Civili Secolari , 
ed Ecclefiaftici anno proccurato l'onore di presen- 
tarli ad inchinarla (come fece anche la Congrega- 
zione dello Stato col mezzo dello fteflb Sig. Vica- 
rio di Provvifione , e de' Signori Marchete Don 
Giambattifta Freganefchi Oratore di Cremona, 
Conte Don Ferdinando Porta Oratore di Como, 
Marchefe Don Girolamo Ferreri, Dottore Carlo 
FabrizioBerrettaSindaco Generale del Ducato) e 
la Splendida gala , e frequenza , con cui le Dame , 
e Cavalieri indefelTamente affiftevano nelle Anti- 
camere , non può credere con quale gara , con_, 
quanto cuore fiali Milano manifeftato nelle dimo- 
(trazioni della fua rifpettofiffima ftima , ed ofle- 
- - quio 



64 
quio alla Reale Principerà . 

Molto meno poi fi può efprimere l'ardentifc 
flma brama , che aveva il Popolo d'incontrarla y 
pofto in calca fu le ftrade , per le quali Ella porta- 
vafi alla vifita delle Ghiefe , e Santuarj (ove poi 
vedevanfi nelle appefe ifcrizioni compendiofi Pa- 
negirici delle di lei fìngolariffime prerogative) e 
Puniverfàle confblazione in ammirare eccellente- 
mente impreffi nella degniffima Principefla tutti 
i pregi materni , tutte le virtù del gran Padre ; 
onde in ogni parte udivanfi le più vive efpreffioni 
di un intenfo defìderio , che nella di lei Perfòna , 
e Mafchil Prole fi adempia il giuftiffimo alto dife- 
gno di S. M. C. C, fra le quali , due giorni dopo 
eflere qua giunti da Torino i Sereniffimi Principi 
Spofo , e Cognato trattati da quella Metropoli 
cogli atti di un fìngolariifimo rifpetto (cioè agli 
otto di Maggio) partì con Elfi da Milano PAugu- 
fla Primogenita y non fenza pena di quefto Pub- 
blico , di cui fi era guadagnato tutto l'affetto , ed 
il cuore , colle fue inefplicabili grazie , e col gen- 
tiliffimo gradimento , che cortefemente dimoftrò 
pel donativo di una Lumiera di Crifiallo di Roc- 
ca , lavoro del Paefe , prefentatale dalla Città 
(pofcia trafportata alla Favorita . ) 

Non fi lafciò intanto di attendere alle difpo- 
zioni per l'Entrata folenne dell' Eminentiffimo 
Paftore , onde nel giorno 9. fi videro a perfezione 
terminati i due maeftofi Archi fatti alzare x uno 



P r 



effe 



6y 

preflò la Piazza di Sant' Euftorgio , l'altro a capo 
della Contrada de' Mercanti d'Oro, preffo la gran 
Piazza del Duomo , giufta i Difegni , che fi vedo- 
no al fine di quel!:' Opera, fatti dal Sig. Antonio 
Quadrio efperto Architetto , ed Ingegnere della 
Città , ambi vagamente ornati con Pilaftri , Co- 
lonne, baffi rilievi , Fettoni , Statue , Stemmi, 
Ifcrizioni , ed altri ornamenti , che alludeva- 
no alle Virtù , Dignità , e Titoli deli' Eminenza 

Sua . 

Nel profpetto del primo Arco eretto in Cit- 
tadella eravi dal pennello del Sig Girolamo Fer- 
roni Milanefe effigiata a chiaro fcuro la celebre 
Storia degl Imperadori Coftantino > e Licinio, 
che , con pubblico Ior decreto } accordata la Pace 
alla Chiefa , aprirono in Milano ftrada iìcura al 
libero efercizio della Cattolica Religione. Tal 
penfiero (ritrovamento dell' eruditiffimo Rev. Si- 
gnor Giufeppe Antonio Saffi Dottore Bibbliote- 
cario , di cui pure furono le Ifcrizioni y ed argo- 
mento dell' altr'Arco) volle efprimere la felicità 
della Patria, fotto il Governo del nuovo Sig. Car- 
dinale , che , dopo avere nelle fue Legazioni t e 
gloriofe imprefe dato faggio delle eccellenti fue 
prerogative , le apportava , in sé fteffo > ogni 
buon' augurio di Tranquillità , e di Pace ; a-» 
rifleffione di che , fotto l'accennata pittura , en- 
tro Cartella bislunga , erano eipreffe le ièguenti 
parole : 

I PA- 



66 

PACEM CHRISTIANE CONSTANTINUS , 

ET LICINIUS 
CAROLUS CAJETANUS CARDINALIS 

ARCHIEPISCOPI^ 
PUBLICiE SALUTIS SECURITATEM . 

Al rovefcio dell'Arco non reftava l'occhio 
men pago , in mirare la perfezione del lavoro , 
l'eccellenza della pittura , la vaghezza degli or- 
namenti , fra i quali {piccavano li Stemmi dell' 
Eminentiflimo Signor Arcivefcovo, e della Città; 
nel fìto poi corrilpondente al Campo della rife- 
rita Storia eravi collocata quefta Ifcrizione : 

CAROLO CAJETANO STAMPA , 

PRINCIPI OPTIMO , PATRI AMANTISSIMO 

QJJOD PR^CLARIS PRO APOSTOLICA SEDE 

PER iEMILIAM , UMBRIAM , PICENUM 

PERFUNCTUS MUNERIBUS , 

iETRUSCA ET VENETA LEGATIONE CONFECTA, 

DIFFICILLIMA IN EXPEDIENDIS AB URBE 

ECCLESIARUM ET SACRORUM ORDINUM CAUSIS 

ADMINISTRATA PROVINCIA , 

EXOPTATISSIMO ADVENTU 

PATRIA FELICITATEM IMPLEVERIT 

PRiEFECTUS ET DUODECIMVIRI 

EX DECR. DEC. FACIUNDUM CURARUNT. 

Neil' 



6y 

Nell'Arco inalzato preflb la Piazza del Duo- 
mo aveva il Sig. Mazzolini Pittore Milanefe lo- 
devolmente atteggiato, fòpra d'un ampio Scudo di 
mezzo, San Carlo, che,prefò per la mano il noftro 
Signor Cardinale Arcivefcovo, prefentavalo a' pie- 
di del Protettore Sant' Ambrogio f col moto del 
Libro IV. de' Regi fcritto al di fotto : 

FIAT IN ME DUPLEX SPIRITUS , 

* 

Dalla parte oppofta fi vedevano {piegati i co- 
ni uni defiderj,ed aipettativa del Pubblico nella 
feguente Ifcrizione : 

SANCTiE MEDIOLANENSIS ECCLESIA ARCHIEPIS. 

CAROLO BORROMEO ET CAROLO STAMPA 

ALTERI ILLUSTRATA SANCTISSIMIS EXEMPLIS, 

PR^CEPTIS , VIGILIIS URBE, ET DKECESI 

IN CCELIS PATRONO, 

ALTERI SACRI MUNERIS SUCCESSIONE , 

VIRTUTIBUS , 

SANGUINE EIDEM CONJUNCTISSIMO 

IN TERRIS PATRI, 

UTRIQUE DIVINITUS DATO 

S. P, Q, M. 

FAUSTISSIMA OMNIA SIBI SPONDENS 

VENERA TIONEM ET VOTA . 

I 2 Si 



68 

Si vide altresì ornata interiormente la Ghie fa 
Metropolitana colla più vaga difpofizione di Araz- 
zi, e Quadri efprimenti la Vita, e Miracoli di San 
Carlo , e fatta abbellire da' Nobili Signori Depu- 
tati della Veneranda Fabbrica Tefteriore facciata, 
con dipinta Architettura confondente ai di lei 
difegno , finte Aguglie di marmo ne' fianchi , 
quattro grandi Statue di rilievo nelle vacue ball 
de' Pilaftroni , e grandiofa Macchina nel mezzo , 
in cui {piccava lo Stemma Gentilizio dell' Emi- 
nenza Sua, fra gli ornamenti delle Virtù Teologa- 
li , con erudita Ifcrizione al di fòtto : 

CAROLO CAJET ANO STAMPA, 

APOSTOLICA PRiEFECTURIS ET LEGATIONIBUS 

EXPLETIS, , 

MEDIOLANENSI INFULA, 

ET ROMANA PURPURA DECORATO , 

QUOD, 

SUO IN TEMPLUM MAXIMUM ADVENTU, 

SANCTORUxM AMBROSII ET CAROLI TEMPORA 

RENOVATURUS, 

URBEM TOTAM 

GAUDIO, ET FELICITATE CUMULAVERIT, 

FAFBRICE CURATORES 

PASTORI OPTIMO 

AMORIS , ET OBSEQUH 

MONUMENTUM . 

Nel 



. 



6 9 

Nel giorno poi deftinato alla folennità dell' 
Xngreffo, la gran Piazza del Duomo, tutto il lungo 
della Strada fino allaChiefa di Sant' Euftorgio , e 
le Contrade laterali , fin dove la funzione poteva, 
vederfì , furono ben per tempo addobbate di Zen- 
dadi , Arazzi , e Tapeti efpofti alle fineftre,cou 
altri vaghi ornamenti , e facevano una decorofa 
comparfà . 

Era pieno Milano di Foreftieri , da vicine, 
e lontane Provincie accorfi ad eflere ipettatori di 
una Fefta , che la Fama aveva divolgato , farebbe 
per ogni riguardo ben degna d'ammirazione • 

Si trovarono pronti fei Vefcovi venuti a ren- 
dere più decorofo l'accompagnamento di Sua»* 
Eminenza , cioè i Monfìgnori Patriarca Mezza- 
barba di Lodi , Redetti di Bergamo , Boflì di Vi- 
gevano , Calini di Crema , e quelli di Capfa , e di 
Eleufia in partibus , Monfignor Rolli Reina , e 
Monfignor Benzoni . 

,Anche le Scuole della Dottrina Criftiana , 
volendo contribuire alla gloria del Sig. Cardinale 
Arcivefcovo , avevano fatto riccamente veftire 
con Drappi , Ricami , e Riporti preflb a cento 
venti Giovanetti, quali, ornati di Scudi , Targhe , 
Geroglifici , Simboli , Émblemmi , ed altri fregi 
pompofi , fare dovevano, ripartiti , diverfe rap- 
prefentanze ; alcuni firnboleggiare le Virtù Teo- 
logali , Cardinali , le efprefle ne' Configli Evan- 
gelici , e le oppofte. ai Peccati mortali ; altri efpri- 
l, mere 



V 



7 S 
mere tutti i vizj contrari alle Virtù accennate ; 

altri fignificare gli Angeli Tutelari delle Città , e 
Chiefe fufFraganee al noftro Arcivefcovo , cioè 
d'Aqui , Alexandria , Alba , Afti, Bergomo , Bre- 
fcia , Cafale , Cremona , Invrea , Lodi , Novara , 
Savona , Tortona , Vigevano , Ventimiglio , e^ 
Vercelli , come pure gli Angeli Tutelari delle 
Città , dove l'Eminenza Sua prefedette in qualità 
di Governatore , di Legato, Nunzio , Segretario 
della Sacra Congregazione de' Vefcovi , e Rego- 
lari, e di Arcivefcovo, cioè di Ancona > Ravenna, 
Spoleti , Firenze , Venezia, Roma , Milano ; altri 
finalmente dovevano portare li Stemmi di quella 
Città , e de' Suffraganei , che erano li Signori 
Cardinali Borromeo , Querini , Ferreri , Monfi- 
gnor Patriarca Mezzabarba,e Monfignori Vefcovi 
Boffi , Baxàgalupi , Caravadofli , de Nicola , Gat- 
titiara , Litta , Redetti , Reda , Rovèro, Spinola, 
Todoni , e Vafco . 

Era Tidea ben degno parto del Sig. Dottor 
Giufeppe Peri Sacerdote Milanefe , che da' fuc- 
cennati Stemmi Gentilizi (trafmeffigli alla Catte- 
drale di San Donnino , mentre era ivi occupato 
nelle Prediche della Quarefima , né aveva tempo 
di fcoprire la variazione, pofcia ritrovata in quelli 
del!' Eminentiffimo Ferreri , e di Monfignor Vefco- 
vo Rovèro) ingegnofamente cavò altretanti Corpi 
dlmprefa, per eìp rimere cadauna delle dette Vir- 
tù illuftrate dal Metropolitano Pallore , colla ro- 
vina 



7* 
vina del vizio loro contrario , e addattò i motti 

fopra le Imprefe , Bandiere ; Trombe \ e Gerogli* 
liei , prefi dalla Sacra Scrittura , come pure i com- 
ponimenti Poetici, tutti corriipondenti a' fatti 
particolari dell' Eminenza Sua , e di lei Infigne 
Cafa , raccolti nel Libro comporto dal medefirno 
Signor Peri , fatto ftampare dal Cancelliere Gene- 
rale della Compagnia della Dottrina Criftiana , e 
diftribuito in migliaja di copie . 

Paflato appena il mezzo giorno fi pofe in 
moto tutto Milano ; andarono alla Metropolitana 
il Clero , e le Confraternite ad unirfì, per ordina- 
tamente paffare incontro a Sua Eminenza fino al 
primo delli fuccennati due Archi. Le Dame, e 
perfòne Civili in abbigliamenti del miglior gufto 
ufeirono con follecitudine ad occupare le fineftre, 
i palchi eretti ; la Nobiltà in iplendida gala fopra 
vivaciffimi Deftrieri magnificamente bardati co- 
minciò a lafciarlì vedere fu la divifata Strada; 
corfe il Popolo a prevenire ogni fito , e fra poco 
tempo la folla del gran concorfò coprì tutto il 
lungo cammino dalla Piazza del Duomo a quella 
di Sant' Euftorgio . 

Prima delle vent'orejì trasferì privatamente 
dal fuo Palazzo al Convento di que' RR. Padri 
Domenicani l'Eminentiffimo Arcivefcovo (venu- 
to incognito da Chiaravalle neir antecedente gior- 
no )v; Ivi fi vedi degli abiti da Cardinale nelle 
Stanze dell'Appartamento preparatogli da Padri 

addob- 



è 

i. 



7 2 
addobbate di Tapez&erìe di Damafco cremisi con 

frangie , e lavori d'oro , e di Sedie , e Scanni uni- 
formi ; indi accerchiato da un ragguardevole Cor- 
teggio (frattanto che arrivavano i Regj Tribunali, 
e gli altri fbtto efpreffi Corpi , alli quali erano di- 
{tintamente aflegnate decorofe ftanze nello fteffo 
Convento) fi trattenne nel mirare , e gradire tut- 
te le accennate rappefèntazioni fattegli dalle-» 
Scuole della Dottrina Criftiana , accompagnate 
dalla recitazione di varj Poetici Componimenti % 
che erano tanti encomj de' rari di lui pregi . 

Terminata queft' azione il Senato Eccellenti^ 
fimo accompagnato dal Maeftro delle Ceremonie 
Sig. Dottor Gio. Maria Mafnago, fi portò a riveri- 
re Sua Emi nenza, che ufcì ad incontrarlo fuori della 
Porta della Sala, qual ferve per Anticamera, e falu- 
tollo,fermatafiun paffo fuori del Portico; entrati di 
poi nella Camera dell'Udienza i Signori Senatori, 
e feduti , fece il loro Capo un degniffimo compli- 
mento ; riipcfe il Signor Arcivefcovo con rimar- 
chevoli efpreflìoni di gentilezza , e di ftima , e gli 
accompagnò allo fteffo fito,ove avevali ricevuti . 

A queft' Ufficio compirono in appreftb col 
folito ordine, e rito grilluftriirimi Magiftrati , 
gli Eccellentiffimi Signori Vicario, R. L.T., De- 
curioni , e Dodici dei Tribunale di Provvifione , 
ITUuftrifllmo Collegio de' Signori Giudici , Con- 
ti , e Cavalieri di quefta Città , ed i già nominati 
Illuftriffimi , e Reverendiffimi Montìgnori fti 

Velco- 



73 
Vefcovi , gradatamente avvifati, ed accompagnati 

dal Rev. Sig. Maeflro delle Cerernonie, a cui toc- 
cava il ben regolare la Funzione , e pofcia ricon- 
dotti dal medefimo alle loro Stanze , ove fi trat- 
tennero finché rEminentiffimo ufcl per andare all' 
Arco Trionfale . 

Dopo di quefti vennero dal loro Apparta- 
mento , dal Sig. Ceremoniere accompagnati , e da 
Sua Eminenza cortefemente accolti i Signori 
della Nobiliffima Famiglia Confalonieri , cioè il 
Sig Conte Queftore Don Ansberto uno de' Si- 
gnori SeiTanta Decurioni di quella Città , come 
Militare ; Rev. Sig. Don Dionigi come Ecclefia* 
ftico ; e Sig. Dottore Collegiato di Milano Don 
Corrado come Giurifta (rapprefèntanti la figura 
de' primi tre Fratelli , che nel tempo di Sant' Eu- 
ftorgio furono creati Confalonieri della Chiefà 
Milanefe col privilegio di aflìftere all' ingreflò de' 
Signori Arcivefcovi di Milano , e dar loro il poP 
fefTo)ed infieme i Signori Don Carlo Dottore^ 
Collegiato, e Decurione della Città di Pavia; 
Don Giovanni di lui fratello ; Don Gio. Battifta 
uno degli Egregj Signori Segretari del Senato Ec- 
cellentilfimo , e Rev. Don Gio. Ambrogio di lui 
fratello , Rev. Don Bernardino di Luino ; Don 
Carlo , Don Cefare , e Don Gio. Battilta fratelli 
del Luogo della Rovella di Agliate ; Conte Don 
Eugenio figlio del nominato Sig.Conte Queftore; 
Don Giovanni , e Don Ansberto figlj del fuddet- 

K to 



74 
to Sig. Dottore Collcgiato Don Corrado , quali lì 
fermarono ; per fervire Sua Eminenza nelli feguen- 
ti atti della Funzione , tutti vediti alla longa di 
Seta chermisi ( con Cappello roflb , ed altri ornati 
di fimil colore) eccettuato il Sig. Conte Queftore 
Don Ansberto , che rapprefentando il Carattere 
di Militare era in maeftofò abito alla francete guer- 
nito doro , con baftone di Generale in mano , ed 
eccettuati ancora li tre , che dovevano affiftere air 
Eminentiffimo preflb il freno della Ghinea, ed alle 
ftaffe , pure veftiti alla francete tutti ugualmente 
di color rofTo , con gran decoro . 

Erafi in quello mezzo tempo incamminata 
la Proceffione , a cui precedevano otto Soldati a 
cavallo per aprire la Strada . Prime a vederfi fu- 
rono tutte le Scuole della Dottrina Criftiana 
fòtto il loro Stendardo , e colla fcorta d'altri 50. 
Soldati dTnfanterìa da effe invitati per maggiore 
decoro della funzione . Alli Giovanetti di fopra 
annoverati , che per la vaga difpofìzione , compo- 
rto portamento , e ricchezza d'abiti rapivano 
tutti gli fguardi , era alla tefla la Dottrina in abi- 
to di Matrona con pompofò veffillo , accompa- 
gnata dalla Fama con Tromba d'Oro , e chiudeva 
la maeftofà comparfa di tutti la Lode nobilmente 
veflita con una fchiera d'Angioli , che portavano 
tutte le facre Infegne dell' Eminentiffimo Paftore. 

Alle Scuole Succedeva il Gran Gonfalone di 
San Carlo , innanzi , e dopo di cui andavano due 

con- 



11 

concenti di Stroraenti da fiato , pofcia di mano in 
mano tutte le Confraternite Ambrofiane , e Ro- 
mane della Città . Dietro di quefte una Compa- 
gnia di Dragoni a cavallo del Reggimento di Sa£ 
lia-Gotha , che prima eranfì fchierati fulla Piazza 
di Sant' Euftorgio . 

Marciavano dopo di loro il Corriere , e due 
Staffieri di Sua Eminenza a cavallo , ièguiti da 12. 
muli carichi dell'Equipaggio,con gualdrappe di co- 
lore porporino ornate coli' infegna gentilizia della 
Famiglia Stampa, con foprapofto il Cappello Car- 
dinalizio; due Ajutanti di Camera , colle valigie . 

Erano quefti fegulti dagli Uffiziali delle due 
Curie Ecclelìaftiche , in abito di viaggio, come 
pure dalla Corte alta dell' Eminenza Sua ; gli 
uni , e gli altri a cavallo ; due Palafrenieri a piedi 
con cordone di feta guidavano una bianca mula 
ornata con infegne pontificali , alla deftra di cui 
cavalcava un Famigliare di Sua Eminenza portan- 
do il cappello di Cardinale . Frammettevafi a-, 
quella , e ad altra fchiera de cavalli lo Stendardo 
celebre della Città a preziofo ricamo > coli' Imma- 
gine di Sant'Ambrogio gemmata ; di poi marcia- 
vano ibtto le particolari loro Croci le Religioni 
del Clero Regolare., in fine di cui venivano le 
Abazie , alle quali aveva fatto anticipare lavvifò 
il Sig. Vicario di Provvigione . 

Da Sua Eccellenza ii Sig. Conte Criftierno 
Stampa Nipote del Sig Cardinale Arcivefcova 

K 2 era 



7 6 
era ftata prevenuta con invito la Nobiltà di Mila- 
no , affinchè concorrere ad onorare con la Tua pre- 
fenza la Funzione dell' ingreflò . In quefta occa- 
iìano fi vide inefplicabile concorfo di Cavalieri, 
sfoggio d'abiti , numero di livree , fplendidezza 
d'ornamenti a deftrieri pompofamente abbigliati, 
con vaghe groppiere , e naftri preztoii alle chio- 
me . Dopo de' Regolari pertanto feguivano il 
Sig. Conte Criftierno Stampa fuddetto , accom- 
pagnato dal Sig. Marchefe di Soncino ramo pri- 
mogenito della fteffa Famiglia , e moltiffimi Tito- 
lati di primo Rango, {òpra genero!! Cavalli, a tutta 
pompa bardati, che fi conciliavano la maraviglia, e 
fbmmamente nobilitavano la feftofa folennità . 

Prefero il proflìmo luogo il Clero Secolare , 
le Collegiate co' lor Propofti vediti di Piviali 
bianchi , i più preziofl ; la Scuola de' Vecchj di 
Sant'Ambrogio preceduta da Trombetti del Si- 
gnor Conte Governatore ; i Convittori Alunni , 
e Cherici del Collegio Elvetico, Canonica , e Se- 
minario , tutti con Cotta , ed il Coro de' Mufici . 
Mentre paflb palio andavano le fòprafcritte 
Scuole, Confraternite , Soldati , i Regolari, la 
Corte , i Cavalieri , il Clero , ed i Cherici lungo 
la Strada da Sant' Euftorgio alla Metropolitana , 
fovraftando a cavallo pel buon'ordine il Signor 
Dottor Bernardino Caffino fecondo Ceremonie- 
re , l'Eminentiflimo , terminati i fuddetti com- 
plimenti ( ai quali corrifpofe con que' lenii , che 

folo 



77 
fòlo poteva concepire un animo nato alla grati- 
tudine , benignità , e dolcezza) accompagnato da* 
Vefcovi , e Signori Gonfalonieri , fi portò alla Sa- 
greftìa de' Padri , che lo precedevano a Croce 
alzata , ed ivi fu veftito degli abiti Pontificali , a£ 
fìftendoli fempre i Signori Confalonieri . 

In tale apparato fi trasferì all'Aitar Maggio- 
re della Chiefa , che mai forfè altra volta non fu 
sì vagamente adornata ; Adorò l'Altiffimo ; Indi, 
per non cagionare ritardanza, ifcufatofi dall'udire 
un elegante Orazione , che il Sig. Dottor Colle- 
giato Don Corrado Confalonieri ftava pronto a 
recitare in fua lode , e confegnò in ifcritto , col 
feguito primiero prefe cammino verfo la Piazza , 
foftenendogli il Piviale i fuddetti Rev. Don Dio- 
nigi , Dottor Collegiato Don Corrado, ed offe- 
rendogli col braccio l'appoggio il Sig, Conte Que- 
ilore Don Ansberto . 

Arrivata Sua Eminenza all'Arco Trionfale , 
ove l'attendeva lllluftriflimo , e Reverendiflìmo 
Capitolo Metropolitano , baciò genuflefla il Cro- 
ci fi fio d'oro prefentatole da Monfignor Arciprete; 
indi poftafi fotto il maeftofo Baldacchino di tela 
d'argento , dalle di cui doppie mantovane cadeva- 
no pefantiffime frangie d'oro, ajutata dal fuddetto 
Sig. Conte Ansberto , e dal Sig. Dottor Collegia- 
to di Pavia Don Carlo , fall la Chinea coperta.* 
di Gualdrappa riccamente addobbata di frangie , 
e trine d'oro - 

Fu- 



1* 

Furono pronti due de* Signori Confalonieri 
alle Staffe ; altro al Cordone del freno ; altri otto 
a quelli dell'Afte del Baldacchino (affittendovi i 
loro Gentiluomini ) e quafì in un iftante monta- 
rono a cavallo ì fuccennati Signori Conte Ansber- 
to , Don Dionigi , e Dottor Collegiato Don Cor- 
rado , ed i Monsignori fèi Vefcovi con Monfignor 
Vicario Generale ', come avevano già fatto ( men- 
tre FEminentiffimo efciva dalla Chiefà di Sant' 
Euftorgio) i Regj Miniftri, i Signori Vicario di 
Provvifione , R, L. T., Decurioni , e Dodici del 
Tribunale , ed i Signori Dottori di Collegio • 

Seguitò lordine della marcia fotto i replicati 
fpari di fèi Pezzi appofti fu le Mura di Porta Ti- 
cinefe , e col fuono delle Campane. Mandati 
avanti li Beneficiati della Metropolitana ordinata- 
mente , cioè un Mazzeconico con Piviale in mez- 
zo a due Lettori veftiti con Cotta , ed Almuzia, 
ieguiva a cavallo l'Ajutante di Camera portando 
la Mazza Cardinalizia ., e pofcia un Notajo colla 
Croce Areivefcovile , il quale aveva alla deftra un 
Lettore colla Mitra preziofa , ed alla fìniftra un 
Mazzeconico col Baffone Paftorale, tutti e tre 
pure a cavallo • 

Succedevano con beli' ordine, fecondo le di- 
vede loro Gerarchie i Signori Canonici Ordinarj 
dell' Uluftriffimo, e Reverendiffimo Capitolo Me- 
tropolitano con Mitra , con Tonicelle , e Pianete 
di broccato doro, a fondo bianco; dopo quefti 

mar- 



7P 
marciavano a cavallo i tre poc' anzi nominati Si- 
gnori Confalonieri , in mezzo TEcclefiaftico , alla 
finiftra il Sig. Dottore Collegiato Don Corrado , 
ed alla deftra il Sig. Conte Queftore Ànsberto > 
che fpiccava fopra un belliffimo deftriero coperto 
di ricchiffima gualdrappa, ed ornato nella chioma 
di nobili ffimi naftri di oro , e feta , coi feguito di 
dodici fòntuofe Livree . 

Immediatamente dopo di loro (venendo vi- 
cino il Rev. Sig. Ceremoniere Maggiore Dottore 
Mafnago nel divifàto abito a cavallo) andava TEmi- 
nentiffimo Pallore Pontificalmente veftito , ed 
affifò fbpra la bianca Chinea , benedicendo il Po- 
polo , da cui era acclamato con fègni di una indi* 
cibile allegrezza ; Seguivanlo gì' Illuftriffimi , e_, 
Reverendiffimi Monsignori Vefcovi, e Vicario 
Generale , TEccellentiflimo Senato , gì Illuftriffi- 
mi Magistrati , gli Eccellentiflimi Signori Vica- 
rio , R.L.T., Decurioni , e Dodici del Tribunale 
di Provvifione ( preceduti da fei Portieri , e_* 
Trombetti della Città col {olito loro abito in tal' 
occafione fatto di nuovo) , e finalmente i Signori 
Dottori dell' Illuftriflìmo Collegio , tutti in gala 
fopra Cavalli ben bardati , ed adorni con preziofi 
abbigliamenti, tutti feortati da grande ftuolo delle 
livree più vaghe , e pompole . 

Chiudevano la Cavalcata uno Staccamento 
de* mentovati Dragoni a cavallo ; quattro fuper- 
biflìmi tiri a fei di Sua Eminenza , fra i quali un 

rie- 



. 8 ° 

ricchiffimo maeftofo Cocchio, tutto mefifo a foglie 
doro , con pitture , rilievi , intaglj , e finimenti di 
foramo pregio , e valore ; la Lettiga portatile a 
dorfò de' muli coperti con gualdrappe di veluto 
nero riccamate d oro ; e finalmente un Caporale 
con quattro Soldati a cavallo , che formavano la 
Retroguardia . 

Con quello sì decorofò accompagnamento , 
e fiancheggiato dalle Guardie Svizzere di Sua Ec- 
cellenza giunfe rEminentiffimo Paftore alla gran 
Piazza del Duomo , ove nella vafta apertura fece 
veramente grandiofa comparfa la Nobile Caval- 
cata , e fi fchierarono in due ale i Cavalieri invi- 
tati dal fuddetto Sig. Conte Stampa. Meflb piede 
fu le foglie della Metropolitana fuaChiefà,calò dal- 
la Chinea (rimafta col Baldacchino in potere de* 
Signori Gonfalonieri, e dal Sig. Dottor Collegiato 
di Pavia Don Carlo condotta in depofito alla Cafa 
del Sig. Conte Queftore Don Ansberto,dopo ave- 
re fu quella fatto qualche giro per la Città . ) 

Fu, fui limitare del Tempio, ricevuto dal Re- 
verendiflimo Capitolo ; gli prefentò l'Aiperfbrio 
Monfignor Arciprete Manrique , ed Egli afperfb 
sé fteilb , ne porte l'efìremità a Monfignori Vei- 
covi , pofcia fpruzzonne il Clero , e la copioia co- 
rona de Circoftanti . Se gli fece d'avanti Monfi- 
gnor Suddiacono Ebdomadario col Turibile,che 
poftovi dall' Eminenza Sua l'incenfò fu riprefò 
dal detto Monfignor Arciprete , il quale tre volte 

Jo 



8* 

Jo incensò . Sonavano con lieto rimbombo le_* 

Campane , e gli Organi della gran Chiefa , ed i 
Mufici a pieni cori cantavano feftofi motetti . 
In quefto mentre l'Eminentiflimo fra Monfignor 
Arcidiacono Gaetano Caftiglione alla deftra , e 
Monfignor Nicolò Trincadini Diacono più anzia- 
no alla finiftra , come pure fra due Signori Confa- 
lonieri, cioè l'EccIefiaftico,eGiurifta (i quali tutti 
gli foftenevano il Piviale , i primi nel mezzo , gli 
altri neli' eftremità), preceduto dal Sig. Conte 
Ansberto , che gli dava il braccio , fi portò ne' 
Cancelli col premefiTo feguito de' Monfignori Ve£ 
covi , e Vicario Generale , Tribunali , Signori Vi- 
cario , R. L. T., SelTanta Decurioni , e Dodici di 
Provvifione, e del fuddetto Collegio (che prefero 
il folito loro luogo) ; genuflelfo nel Faldiftorio 
tenne breve orazione lecreta infrattanto ch^, 
Monfignor Arciprete nella parte dell' Epiftola re- 
citava le Preci defcritte nel Pontificale, addattate 
a quefta Funzione . 

Ciò fatto fi levò Sua Eminenza , ed accom- 
pagnata come prima da' detti Signori Arcidiaco- 
no , e primo Diacono , e Signori Confalonieri fi 
portò all'Altare Maffimo dove il Sig. Conte Que- 
ftore Ansberto tre volte , cioè alla parte delira , 
finiftra , e nei mezzo profferì quefte parole . „ Si 
^compiaccia Voftra Eminenza prender pofieiTo di 
„quefto Altare,, . Alt retante lo baciò il Sig. Car- 
dinale nel mezzo, ed alle parti dell' Epiftola , ed 

L Evan- 



82 

Evangelio , le quali pure abbracciò . Da qui paftò 
al Trono coi predetto accompagnamento , e di 
nuovo l'accennato Cavaliere foggiunfe „ Si com- 
piaccia Voftra Eminenza prendere pofleflb di 
„quefta Sede Arci vefcovile da lei ben meritata,, 
battendo con la mano la Sedia ; fedette in efla 
rEminentiflimo , e tofto genufleffi avanti a lui tre 
principali Perfonaggi della nominata Famigliala 
Confalonieri , pofero la deftra fui Libro degli 
Evangel; , fòftenuto da due Cherici innanzi ali' 
Eminentiffimo , e gli diedero il folito Giuramen- 
to di Fedeltà ; indi baciato il iacro Anello , furo- 
no dal Maeftro delle Cerimonie guidati a fediti 
coperti di panni roffi fittati per tutti i Signori di 
quella Nobili/lima Famiglia . 

Dopo l'efpofto Ceremoniale fi fece la pubbli- 
cazione delle Bolle . Diedele Sua Eminenza a 
Monfignor Decano Cancelliere Arciveicovile , 
dal quale a voce intelligibile furono lette , ftando 
nel piano del Trono alla finiftra dell' Arci vefcovo, 
colla faccia rivolta al Popolo . 

Dato fine agli Ecclefiaftici Riti fi venne agli 
atti di reciproco complimento . Noi potè inter- 
venire alla Cavalcata l'Eccellentiffimo Sig. Conte 
Don Carlo Pertufati Intimo Configgere di Stato 
per S M C. C, Reggente , e Prefidente del Se- 
nato Eccellentilfimo , e già da lungo tempo inte- 
rino Gran Cancelliere . Supplì per tanto le di 
lui parti onorevoli l'Illufiriffimo Sig. Marchefe 

Reg- 



8? 
Reggente del Supremo Configlio d'Italia , Sena- 
tore , e VicePrefìdente di detto Tribunale Don 
Giorgio Olivazzi . Quindi , avutone dal Maeftro 
delle Cerimonie con rifpettofb inchino l'avvilo > 
fi portò innanzi al Sig- Cardinale Arcivefcovo {e* 
dente con Mitra , nel Trono , ed efpofegli Talle- 
grezza di quefta Patria , nel riceverlo al governo 
della Metropolitana fua Chiefa , colla leguente 
Orazione degna veramente del di lui alto fàpere : 

QUOD FELIX FAUSTUMQUE SIT 
UNIFERSjE Mediolanenfi Reipublicx , 
TIBIQUE ANTISTES EMINENTE 
SIME , Ampliflìmus hic Or do , hi Magiflratus 
ClariJJimi , bsec Patritiorum Virorum frequentici , 
tot us deniqtte hic Populus , Cives , Exterique , So- 
lemni etiam tot Fenerabiìium Epifcoporum comi- 
tante Coetu , TIBI Urbem nunc primum ingreffa 
Icetis acclamationibus , & ad hanc Aram PON- 
TIFdCATUS exordia ineunti , tbure > precibus , 
votis , more Majorum aufpicium agunt , (jg* perpe- 
tuum obf equii devotionifque cultum obteftantur. 

Plaudimus omnes fupremam hanc in TE Pon- 
tìficiam Dignitatem , quam Opera , Confiìio , Vir- 
tute comparagli PURPUREE fulgore adauóìam> 
ut TIBI ac Patria fplendidiffimum fìt ornamen- 
timi ; Neque uni TIBI, fed & ILLUSTRI Fra- 
tri Tuo CAROLO , in quem Ccefaris Mumficentia 
omne Politica ac Militaris gloria decus effudit? 

L a &CHRI- 



84 
& CHRISTIERNO GUIDI ANTONII Fra- 
tris quoque Tui Filio , ingenti PATR1S ac 
PATRUI incremento , FAMILIJE Titulos ac 
Prerogativa™, imitatione Major um illustranti, 
& fingulis tandem yel Sanguine , vel Affiniate 
TIBI conjunólis , qiii triumpbalem banc pompam 
exornant , intentis gaudii & amoris affeóìibus 
gratiUamur . 

Abflerfo bodie moerore , in quem EMINEN- 
TISSIMI ODESCALCHI noftri ohm AR : 
CHIEPISCOPI OPTIMI, nos coniecerat, cegri* 
tudinis vi coatta abdicano , TE SUCCESSORE, 
in Itftitiam ac fpem duratura felicitatis revoca- 
mur } id prx cceteris expeBantes , ut Sacra Regid- 
que Poteflatibus ima confpirantibus , nullo Princi- 
patus detrimento , far t a teóìaque fit Pietas ac Reli- 
gio, ipfaque Juftitiafentiat adjutricem e arimi opem 
in publicam utilitatem . 

Sacra igitur bcec dides fit Templum Chriflia- 
n* Pacis : H<zc Ara fit Ara CONCORDILE 
Sacerdotiurn inter & Imperium ; Itaque AUGU- 
STISSIMUM CjESAREM (quem DEUS 
QPT. MAX. din fofpìtet ) tuendce atque augen- 
d<z Religionis ftudiofiffimum , itti & JVos Tuce 
Pietatis &Iuflitìce cemulos confiantiffime pollice- 
mur ; TIBI inter ea , quod maximum efl , votis 
publicis ominamur. 

A quelle efpreflìoni rifpofe il Porporato Pa- 
llore co' feguenti fenfi : 

Lucu- 



H 

LUculentiffima hcec publica gratulationis , ac 
effufte certatim Icetitice argumenta , quibus 
univerfi Cives y Primores Viri , Excelfi Ordine* 5 
Senatus prtefertim Ampliffimus , atque inftar om- 
nium Clariffimus , difertiffìmufque Orator me ad 
facram hanc Sedem primo venientem peramanter 
excipiunt , non fìngularem modo benevolentiam a 
me jùre poflulant , quam certe defiderari non pa- 
ttar , [ed potiffimum facri muneris ftrenue obeundi 
me admonent > cimi Populorum obfequia Paftoribm 
ad omne virtutum genus impigre excolendum ma- 
ximo femper effe confueverint incitamento. Faxint 
itaque Sanffiiffimi Antiftites quotquot hujus Eccle- 
{ice regimini olim prafuere , ac etiamnum e Ctxlo 
advigilant , ut fufceptce Provincia amplitudini , 
^ fanóìitati bene , cumulateque refpondere valeam, 
& BENEDICTI ODESCALCHI , CARDI- 
NALIS AMPLISSIMI , qui me tempore , & 
exemplo anteivit , quemque ego femper prce oculis , 
atque in finn geflabo , vigilantiam , fapientiam , 
cbaritatem yCtfterafque pafìorales virtutes imitari. 
Sed potiffimum erigit me in fpem maximam , & 
alacri animo effe jubet perfpetta jamdudum Au- 
gufìiffimi Imperatoris in me y Fratremque meum, 
ac totam Familiam Ccefarea fané munificenza , at- 
que illa inprimis Aufìriaco Nomini , hcereditaria 
velati jure infila Religio , ac Orthodoxce rei cura : 
meque etiam Sapientiffimorum Magiflratuum in 
univerfce hujus Provincia felicitatem naviter in- 

cumben- 



85 
cumbentium folertia , atque integrità* magnopere 
confirmat . Quamobrem optatiffima,juciindiffima- 
que utriufque Poteflatis in divinis , & bumanis 
rebus bene gerendis confenfione fretus , quantum 
poterò , divina ope contendam > ut Populi ipfa rnibi 
vita cariores , non folum propter iram , fed prop- 
icr confcientiam,quod udpojìolus ait (*) Poteftati- 
bus fublimioribus fubditos ultro Je pr&beant f 
fìmulque Deum Optimum Maximum , a quo au~ 
óìoritas omnis profeta efl , timeant > & ex animo 
venerentur . 

Intuonatofi pofcia nella parte dell' Evangelio 
il TeDeum da Monfignor Diacono Ebdomadario , 
mentre quefV Inno dolciffimo era alternatamente 
cantato da' Mufici Cori , portaronfi a dare il bacio 
di pace all' Eminenza Sua i Monfignori Vefcovi , 
Vicario Generale, Dignità, e Canonici Ordinarj, i 
Capi d'Ordine de' Benefiziati, Propofti delle Bafì- 
liche,e Collegiate, il Senato Eccellentiffimo, i due 
Magiftrati,i Signori del Configlio Generale, e Trir 
bunale di Provvifione , il Collegio de'Signori Cava^ 
lieri, Giudici , e Conti, la Famiglia Gonfalonieri. 

Reftava a darli per compimento della folen- 
nità la Paftorale Benedizione; premeffa dunque 
la Saltenda ad onore della Gran VERGINE tito- 
lare del Tempio , che a vicenda cantarono i Let- 
tori , e Mazzeconici , dopo detta l'Orazione in oi- 
fèquio della medefima falì l'Eminentiffimo i gra- 
dini 



8 r 

dini dell' AI tare, da dove Benedice il Popolo fpet- 
tatore , al quale fu da Monfignor Arciprete pub- 
blicata l'Indulgenza di cento giorni ; veftì pofcia 
fono al Trono la Cappa Magna , e trattenuteli 
di poi ad orare fui Faldiilorio , fi levò per con- 
durfi ai fuoi Appartamenti . 

Difcefo da primi tre gradini verfò il Coro 
Senatorio compì con chi fuppliva le veci del 
Sig. Gran Cancelliere , co' Signori Prefidenti , e 
col Sig. Vicario di Provvifione (che ivi fi trova- 
rono, avvifati dal Sig.Maeftro delle Ceremonie) ; 
refe loro con gentiliffime efpreffioni le grazie , e 
licenziatoli dopo che erano andati avanti i Che- 
rici del Seminario , la fua Famiglia Nobile , gran 
ftuolo di Nobiltà , i Mazzeconici , Notaj , l'Aju- 
tante di Camera con la Mazza , un Notajo colla 
Croce Arcivefcovile , ed il Capitolo in abito Co- 
rale , in mezzo de' Monfignori Arcidiacono, Dia- 
cono , Arciprete , e Signori Confalonieri , fegui- 
tato da' Monfignori Vefcovi , Vicario Generale , 
e dai Lettori nel fuddetto abito , fi portò per la 
firada Sotterranea al fuo Arcivefcovile Palazzo , 
ove poi fi presentarono a riverire l'Eminenza Sua 
gli Ufficiali delle Guardie , che l'avevano Servita 
in quel giorno , accolti con Angolare gentilezza , e 
licenziati con decente regalo , e grotta mancia per 
le Guardie . 

Non terminarono però in quefta memorabile 
giornata i tributi d'oflequio all' Eminentiflimo 
Paftore . Nel 



Nel giorne 17. Maggio Solennità di Pente- 
cofte , in occafìone della fua prima Gran MefTa 
Pontificale fé gli diedero altre onorevoli dimo- 
ftrazioni • Intervennero rEccellentiflìmo Senato, 
i due Illuftriflìmi Magiftrati , rEccellentiflìmo 
Tribunale di Provvifione , rilluftriflìmo Collegio 
de' Giureconfulti , la Famiglia Confalonieri , il 
maggior numero , per non dir tutta la Nobiltà di 
Milano colla pompa di veflimenta di maggior gala, 
e gli porfero da lavare le mani i Signori Conte 
Don Giorgio Rainoldi , Marchefe Don Girolamo 
Ferreri , Marchefe Don Giacomo Fagnano , Con- 
te Don Giufeppe Vifconti , Conte Don Antonio 
Pietrafanta , Marchefe Don Teodoro Aleffandro 
Trivulzio , tutti Decurioni a quefìo fine delegati 
dall' Eccellentiflimo Generale Confìglio , a' quali 
era affegnata una banca con Tapeto rollò , e fei 
Cufcini uguali entro il Presbiterio dalla parte 
dell' Epiflola . 

Andò inoltre rEccellentiflìmo Tribunale di 
Provvifione alli 21. dello fteflò mefe a congratu- 
larfi con eflb lui ne' fuoi Appartamenti , ricevuto 
al pie delle Scale dalla Famiglia Nobile j e da Sua 
Eminenza fuori della porta , per cui dall' antica- 
mera fi efce nella Sala de' Staffieri , ed accompa- 
gnato fino alla Camera dell' udienza , ove feduti , 
e coperti i Signori del Tribunale fuddetto , colla 
voce , e mirabile eloquenza del Sig. Vicario Don 
Alberto Vifconti d Aragona, fra l'altre efpreflìorii 
- . afficu- 



8 9 
aflìcurarono il Signor Cardinale , che non cefTerà 

mai quefta Metropoli dall' efaltare gli eccelfì di 

lui raeriti , e dargli , in ogni occaGone , le riprove 

del fuo coftantiffimo rilpetto . 

Vollero ancora i Signori Confalonieri viep- 
più palefarfi con un nuovo contraflegno delta.» 
loro Indole generofa , e fu quello di dare a Sua 
Eminenza in dono la fuccennata Chinea, nell* 
atto di rinnovarle , pochi giorni dopo i loro com- 
plimenti nell' Arcivefcovato ; dono che ben meri- 
tò il Angolare gradimento del Signor Cardinale 
Arcivefcovo , come lo meritò il gran decoro , con 
cui effi anno foftenuta la defcritta nobififlima 
funzione , avendolo Sua Eminenza manifeftato 
anche col fare al Sig. Conte Queftore Don An- 
sberto il belliffimo preziofo regalo di un Crifto 
alla Colonna, con due Manigoldi, fopra magnifico 
piedeftallo , tutto di bronzo antico , a maraviglia 
lavorato, ed ornato di vaga medaglia d'argento, 
che rapprefenta Tinfegna di fua onore voliffima 
Famiglia . 

Sono finalmente incelTanti le preghiere di 
tutto il Pubblico, e gl'intenti miei voti , acciocché 
l'ALTISSIMO pel vantaggio della Chiefa , per 
la gloria di quefta Metropoli voglia lungamente 
confervare un così qualificato Pallore , che fra 
le ammirevoli fue prerogative a manifeftato un 
efemplare divozione alla Gran Vergine in con- 
giuntura maflime della folenne di lei Corona- 

M zione 



fcione feguita alli y. dello fcorfo Luglio nel 
celebre Santuario del Sacro Monte fopra Va- 
refe ; funzione per tutte le circoftanze mara- 
vigliofa , e magnifica , a cui l'Eminenza Sua», 
febben cagionevole a voluto intervenire , per ac- 
crefcervi , colla prefenza fua , ornamento , e 
Splendore . 




SOM- 



SOMMARIO. 

ENcom] del Sig. Cardinale Erba Ode/calchi , e fua 
risoluzione di rinunciare V *Arcivcf covile Go- 
verno fol. I : fe%* 
Breve di Sua Santità in rifpofla alla di lui ifianza 3 e ftg. 
Contenuto di un altro Breve Pontificio diretto alle cin- 
que Dignità della Metropolitana , e loro applicazione 
al Proceffo 5 
Deputazione del Signor Marchefe Don Emilio Visconti 
alt *Ambafcer\a di Roma per V elezione di un nuovo 
^Arcivescovo 6 
Ordini dati dall* Eccellentiffimo Generale Coniglio per 

la Spedizione di diverfe lettere alla Corte di Roma 7 

Lettera della Città a Sua Beatitudine 8 

Breve di Sua Santità in rifpofla 

Partenza del Sig. Marchefe %Ambafciadore a Roma io 

%4ccoglimenti fattigli nel fuo arrivo 1 1 

Sua pubblica Comparfa 9 prima andata a Palazzo , e 

ricevimento 12 £ feg* 

Lettera della Città da lui presentata al Beati/fimo Padre 1$ e feg. 
Ufficj paffati dal Sig. %Ambafciadore a molti Signori 

Cardinali ij 

Elezione di Monfignor Stampa in zArcivefcovo di Milano 19 

Lettera del nuovo Sig. tArcivefcovo alla Città 20 e feg* 

Breve di Sua Santità al Generale Configlio 22 

Fefle fatte per la nuova elezione 23 i fcg* 

Lettera di pubblico ringraziamento a Sua Beatitudine 2$ 

Pubblicazione di Monfignor nuovo *ArciveJ covo fatta 

nel Concifloro 26 

Seconda andata a Palazzo del Sig. •Ambafciadort 27 

Breve di Sua Santità in rifpofla alla lettera di Ringra- ) 
ziamento ) 

Iflanza per la promozione del Sig. tArcivefcovo alla Sa m ) 28 

era Porpora ) 

Vifita del Sacro Collegio reciproche ) 

M 2 Tirza 



Terza andata a Palazzo fatta dal Sig. *Ambafciadore ) 

per accomiatar fi ) 

Doni fatti da Sua Santità al Signor Mar chef e •Amba- ) 2 ^ 

fciadore ) 

Sua partenza da Roma 30 

Lettera Paftorale di Monfignor Illujlrijfimo tArcivefco- 

r vo Stampa 31 e feg. 

•Altra di lui lettera alla Città per avvifo del fuo prof' 

fimo arrivo 39 e feg. 

Delegazione de* Cavalieri per accoglierlo ai Confini ) 

dello Stato , e per far difporre gli apparati del ) 

dilui ricevimento in Milano ) * 

Privilegio dell 1 Eccellentijfima Cafa Sorbellona ) 

JJìanze per movere la Cefarea Protezione a proccurare ) 

a Monfìgnor eArcivefcovo il Cappello Cardinalizio ) 44 

Dilui promozione alla Sacra Porpora ) 

Encomj di molti Perfonaggi dell* Infigne Famiglia-* 

Stampa 43 e feg. 

Fefte fatte per la fuddetta Promozione 47 e feg. 

Lettera della Città per rendimento di grazie a Sua 

Beatitudine 48 e feg. 

•Altra per fimile Ufficio umiliata a S. M. C C. 49 e feg. 

Breve Pontificio in rifpofla 5 1 

Lettera di Sua Maeflà pure in rifpofla 52 

Funzione di dare la Berretta Cardinalizia al novello 

Porporato fatta dair Eminentiffimo Borromeo 53 e feg. 

•Andata di Sua Eminenza allo Spedaletto per Vlngreffo 

in Lodi 55 

Suo ingreffo , ed accoglimenti in detta Città $6 

Illuminazioni ivi fatte , ed altre fefte , e formalità in 

tal circoftanza 57 

Complimenti fatti pure colà da' Signori Delegati di Mi- 
lano , e da diverfi Corpi , e Signori Confalonieri 58 e feg. 
Partenza dell* Eminentiffimo da Lodi 9 e fua dimora in 

Chiaravalle 60 

Preparamenti per la venuta a Milano della Serenijfima 

Signora JLrciducbeffa Primogenita delV%Auguftiffimo 

Pa- 



Padrone , e di lei Reale Corteggio tfi 

^Arrivo della medefìma €2 

Pubbliche dimoftr azioni d'allegrezza , ed ojfequio in) 
tale occafione ) 

•Arrivo di S.cA.R. il Sig. Gran Duca di lei Spofo , e ) 6$ e feg. 

del Sereni/fimo Sig. Principe Don Carlo di Lorena ) 
Partenza da Milano de* Reali Personaggi ) 

Descrizione de Ili due circhi eretti per l'ingreffo di Sua 

Eminenza 6$ e fegl 

•Apparato del Duomo , e di lui facciata 6& 

•Arrivo di fei Vefcovi al Corteggio di Sua Eminenza ) ^ ^ 
Rapprefent azioni della Dottrina Criftiana ) ? * »• 

Complimenti fatti a Sua Eminenza nel Convento di 

Sant* Euflorgio 72 e feg* 

Defcrizione del magnifico accompagnamento alla Me- 
tropolitana 74 e fegl 
Ceremoniale nel riceverlo fu la Porta del Duomo 80 e feg. 
Pojfeffo dato al Sig. Cardinale •Arcivefcovo da' Signori 

Confalonieri Et 

Orazione di Complimento del Sig. Mar chef e Reggente 

Senatore Olivazzi 83 e feg* 

•Altra dell' Eminentiffimo in rifpofia 85 

•Atti fucceffivi di formalità 85 

Diluì accompagnamento all' *Arcivef covile Palazzo 87 

Prima Gran Meffa di Sua Eminenza ) 

Delegazione di fei Cavalieri Decurioni a darle V acqua ) 
Complimento fatto al Sig. Cardinale nell' •Arcivef covile ) 88 
Palazzo dall' Eccellenti [fimo Tribunale di Provvi- ) 
fione ) 

Dono della Ghinea fatto da Signori Confalonieri a Sua ) 

Eminenza ) m 

Ragguardevole regalo da lei fatto al Sig. Conte Que- ) * 

flore Don •Ansberto ) 

Solenne Coronazione di Maria Vergine nel Santuario 
del Sacro Monte fopra Varefe , fatta dal Sig. Car- 
dinali %ArùvefcovQ $0 



- 






ET? 






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cAntonttu Qiactrìtu Aj. ot de li : 



arco enf/to c/a/la Citta dia ifi/ano sopra lacPiavra delz^Duornoperlm-ottenne 
entrata. J^ ti' gm."° CARLO GAETANO STAMPA IcAnno MDCCOCXXIX . 



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